Se la riconosci, non fa più paura. Perché con la celiachia oggi si può vivere normalmente: uscire a cena, mangiare un gelato, prenotare una vacanza sicuri di trovare cibi adatti a chi soffre di intolleranza al glutine, non è più un problema. È questo uno dei risultati più importanti raggiunti dall'Associazione Italiana Celiachia (AIC) grazie al costante impegno a fianco dei pazienti in 30 anni di attività. E proprio per celebrare il trentennale AIC rinnova il suo sito ufficiale attivando il numero verde 800-454.616 e promuove la prima campagna di sensibilizzazione nazionale attraverso locandine e manifesti distribuiti presso farmacie e centri medici, inserzioni su quotidiani e periodici e uno spot televisivo e radiofonico che spiegano come una diagnosi tempestiva e una dieta appropriata permettano di condurre una vita normale.
Pierluigi Collina, il migliore arbitro del mondo, è protagonista con la sua famiglia della campagna stampa e dello spot televisivo che andrà in onda sulle reti RAI e Mediaset, dove interpreta se stesso nelle vesti di padre di una ragazza celiaca. Così racconta la sua esperienza: Mia figlia aveva 11 anni quando si è manifestata la malattia. La
La campagna di AIC mira a diffondere la conoscenza della celiachia, i rischi correlati alla mancata diagnosi e limportanza dello screening diagnostico per le persone con sintomi riconducibili alla malattia, ancora fortemente sottostimata. Il nostro intento è informare capillarmente la popolazione ed essere ancora e sempre di più il punto di riferimento principale per tutti coloro che vogliono conoscere e affrontare meglio la celiachia dichiara Elisabetta Tosi, Presidente dell'AIC Grazie allattività dellAssociazione, che conta oggi oltre 55.000 iscritti e 19 Associazioni regionali con sportelli su tutto il territorio italiano, i pazienti diagnosticati sono circa 90.000 . Negli ultimi anni specifica Umberto Volta, Presidente del Comitato Scientifico Nazionale AIC il numero delle diagnosi è raddoppiato grazie alla sempre maggior attenzione che i medici di famiglia hanno rivolto allintolleranza al glutine. Liceberg della celiachia rimane però in gran parte ancora sommerso con meno di 100.000 pazienti diagnosticati a fronte degli oltre 500.000 attesi nella popolazione italiana: nel nostro paese solo 1 celiaco su 5 è stato al momento identificato e sono ancora troppe le diagnosi tardive, che arrivano dopo anni ed anni di sofferenze da parte dei pazienti. Vi è poi un fenomeno paradossale e sempre più frequente prosegue Volta ovvero il numero sempre maggiore di diagnosi fasulle poste sulla base di criteri non accettabili sul piano scientifico, ad esempio quadri di colon irritabile o allergia alimentare scambiati per celiachia.
Associazione Italiana Celiachia è nata nel 1979 e dopo soli tre anni di attività, nel 1982, ha ottenuto l'erogazione gratuita in tutta Italia dei prodotti per celiaci: un traguardo importantissimo raggiunto per primi al mondo, tanto che per molto tempo il nostro è stato l'unico Paese a garantire gratuitamente ai pazienti celiaci l'indispensabile per una dieta equilibrata e completa. Nel 2005, un'altra tappa fondamentale: ai celiaci viene riconosciuto e garantito il diritto a un pasto senza glutine in tutte le strutture pubbliche dotate di mensa, dalle scuole agli uffici. Prima di allora, bambini e ragazzi celiaci non potevano mangiare a scuola e alle famiglie poteva essere erogata un'indennità prevista per i minori dalle norme sull'invalidità. AIC non si è attivata per aumentare la richiesta di tali sussidi, bensì per rimuovere gli ostacoli nella vita di tutti i pazienti: per questo abbiamo lottato perché fosse obbligatorio fornire ai pazienti pasti senza glutine a scuola, negli ospedali e in tutte le mense di strutture pubbliche spiega Tosi Anche la scelta dei prodotti senza glutine, acquistabili non più solo in farmacia ma anche nella grande distribuzione, si è ampliata notevolmente: nel 2001 il Registro nazionale dei cibi senza glutine contava solo 281 prodotti, oggi sono 2147. Questa patologia può incidere molto nella vita quotidiana perché costringe a pensare 3 volte al giorno, a ogni pasto, che non si è come gli altri: il nostro intento è far sì che ogni celiaco possa sentirsi a suo agio ovunque, sempre. In questo senso continueremo ad allargare e portare avanti il progetto della ristorazione fuori casa, sensibilizzando e informando quanti più operatori possibile: oggi sono oltre 1500 i locali italiani dove si può trovare un pasto privo di glutine e sono sempre di più le strutture ricettive dove i celiaci possono recarsi in tutta tranquillità.
