Contro le mutilazioni genitali femminili la Regione Toscana riordina la sua rete clinica e rafforza il proprio impegno. In ogni azienda sanitaria verranno attivati consultori dedicati con personale e procedure specifiche. Tuttavia la prima visita potrà avvenire in qualsiasi consultorio.
I medici di famiglia e i pediatri saranno sempre più attivamente coinvolti. È inoltre allo studio un percorso terapeutico per l'integrazione dei servizi della rete e l'interazione dei professionisti, sotto la spinta dell'organismo di governo clinico e la commissione regionale Pari opportunità dell'assemblea legislativa toscana. Novità che si inseriscono in un ventaglio di attività di prevenzione in piedi da anni, tramite protocolli terapeutici e di collegamento con la rete anti-violenza. Nel mondo, ricorda una nota della Regione, sono 200 milioni le donne che hanno subito mutilazioni genitali, ogni anno 3 milioni di ragazze sono a rischio.
"Contro le mutilazioni genitali femminili la Toscana è pronta a mettere in campo ulteriori strumenti di prevenzione ed assistenza e rafforzare un impegno oramai quasi ventennale attivo fin dal 2006- sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Simone Bezzini, in occasione della giornata mondiale- purtroppo questa forma di violenza colpisce ancora oggi numerose donne e bambine nel mondo, mettendo a rischio la loro salute fisica e mentale".
