La rivista New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati
degli studi clinici RE-MEDYTM e RE-SONATETM che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di dabigatran etexilato
nella prevenzione nel lungo termine della trombosi venosa profonda (TVP) o dell’embolia
polmonare (EP). I risultati di
questi due studi dimostrano che dabigatran etexilato, al dosaggio di 150mg due
volte al giorno, è un’efficace alternativa terapeutica accompagnata da un buon profilo
di sicurezza per la prevenzione nel lungo termine di recidive di tromboembolismo
venoso in seguito ad un primo
episodio.[1]
Nello studio RE-SONATETM
dabigatran etexilato ha
ridotto il rischio di recidiva di trombosi venosa profonda o embolia polmonare del
92% rispetto a placebo.1
Nello studio RE-MEDYTM dabigatran etexilato, confrontato con warfarin, ha dimostrato una riduzione pari al
46% del rischio di sanguinamenti
clinicamente significativi (inclusi i sanguinamenti maggiori) e una efficacia
paragonabile a warfarin nella prevenzione di nuovi episodi di tromboembolismo venoso.1
Per lo studio RE-SONATETM ulteriori dati di
follow-up, presentati durante il congresso dell’American Society of Hematology
2012 (ASH), evidenziano che il beneficio del trattamento con dabigatran
etexilato per la prevenzione delle recidive di TVP e EP si mantiene anche
quando sono inclusi nell’analisi i dati ad un anno dalla fine del trattamento.4
La trombosi
venosa profonda e l’embolia polmonare si verificano quando si ha la formazione
di un trombo che va ad occludere i vasi sanguigni.5,6
Si stima che il
tromboembolismo venoso sia la terza causa più comune di disturbo
cardiovascolare dopo le patologie coronariche e l’ictus7, si stima
inoltre che più di 750.000 eventi tromboembolici si verifichino ogni anno nei
sei maggiori Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Regno
Unito) 8 e oltre 900.000 negli Stati Uniti.9
I dati
dimostrano che il rischio di recidiva per il tromboembolismo venoso, nei
pazienti che non sono in trattamento con terapia standard, aumenta
complessivamente dall’11% dopo un anno fino al 40% dopo 10 anni.10 Pertanto un trattamento a lungo termine, a
scopo preventivo, può essere di aiuto.
“I nuovi
risultati emersi dagli studi RE-MEDYTM
e
RE-SONATETM suggeriscono che dabigatran è una valida opzione
terapeutica nella prevenzione di recidiva di trombosi venosa profonda e embolia
polmonare” ha dichiarato il Prof. Sam Schulman, della Divisione di Ematologia e
Trombosi, del Dipartimento di Medicina della McMaster University, Canada. “Questi
risultati rafforzano il profilo di efficacia e sicurezza di dabigatran
osservato negli studi RE-COVERTM, in cui
dabigatran ha dimostrato un’efficacia sovrapponibile a warfarin nel trattamento
del tromboembolismo venoso acuto, ma con una riduzione significativa dei sanguinamenti
clinicamente importanti”.
Informazioni su RE-MEDYTM e
RE-SONATETM
I nuovi
risultati emergono dai due studi clinici, randomizzati, in doppio cieco che hanno valutato efficacia e
sicurezza di dabigatran etexilato nella profilassi a lungo termine delle
recidive in pazienti che hanno avuto in precedenza un evento di TVP o di EP. I
pazienti arruolati avevano già completato un periodo di trattamento di almeno
tre mesi per la fase acuta. Nello studio
RE-MEDYTM 2.856 pazienti sono stati randomizzati e
hanno ricevuto dabigatran etexilato o warfarin per un ulteriore periodo fino a
36 mesi. Nello studio RE-SONATETM 1.343 pazienti sono stati randomizzati e hanno ricevuto dabigatran
etexilato o placebo per altri sei mesi, con una ulteriore estensione del
periodo di follow-up fino a 12 mesi dopo la fine dello studio per valutare il
rischio di recidive a lungo termine.
I principali
risultati che emergono dai due studi randomizzati in doppio cieco sono1:
Efficacia 1
- RE-SONATETM: riduzione
del rischio di recidive di trombosi venosa profonda o embolia polmonare del 92%
con dabigatran etexilato rispetto a placebo: 0.4% vs 5.6% (p<0.001 per
superiorità).
- RE-MEDYTM: dabigatran
etexilato ha dimostrato una efficacia paragonabile a warfarin con una frequenza
inferiore di recidive di tromboembolismo venoso: 1.8% vs. 1.3% (P=0.01 per non-inferiorità).
Sicurezza 1
- Bassa incidenza di sanguinamenti
osservata con dabigatran etexilato in entrambi gli studi con episodi di sanguinamento
maggiore in due pazienti nello studio RE-SONATETM ed in 13 nello
studio RE-MEDYTM su oltre 2.000 pazienti trattati con dabigatran
etexilato. - RE-MEDYTM: dabigatran
etexilato ha dimostrato una riduzione del rischio di sanguinamento clinicamente
significativo (inclusi i sanguinamenti maggiori) del 46% rispetto a warfarin:- Significativamente inferiore l’incidenza
di sanguinamento clinicamente importante (inclusi i sanguinamenti
maggiori) rispetto a warfarin:
5.6% vs 10.2% (riduzione del rischio relativo 46%, p<0.001). - “Trend” positivo di dabigatran rispetto
a warfarin nella riduzione del rischio di sanguinamento maggiore: 0.9% vs 1.8%
(riduzione del rischio relativo 48%, p=0.06).
- Significativamente inferiore l’incidenza
- RE-SONATETM:
- Numero di pazienti con eventi di
sanguinamento maggiore: 2 per dabigatran etexilato, 0 per il placebo. - Incidenza di sanguinamenti maggiori
o clinicamente significativi più alta rispetto a placebo (5.3% vs 1.8%;
p=0.001).
- Numero di pazienti con eventi di
- Nello studio RE-SONATETM sono state osservate incidenze simili per dabigatran etexilato e placebo
per quanto riguarda gli eventi di
sindrome coronarica acuta (SCA) (0.1% vs 0.2%), mentre nello studio RE-MEDYTM è stata osservata un’incidenza superiore di eventi di SCA nel gruppo
trattato con dabigatran (13 pazienti, 0.9%) nei confronti di warfarin (3
pazienti, 0.2%).
Il profilo di efficacia e sicurezza di dabigatran etexilato nelle sue
indicazioni registrate[2], cioè prevenzione di ictus e embolia sistemica in pazienti con
fibrillazione atriale e prevenzione del tromboembolismo venoso in seguito a
chirurgia sostitutiva totale dell’anca o del ginocchio, è ben documentata da un
vasto programma di studi clinici 11-16 che ha portato
alla registrazione in oltre 80 Paesi del mondo fino ad oggi.17 L’esperienza clinica con dabigatran etexilato continua a crescere e, ad
oggi, supera 1,3 milioni di paziente/anni, per tutte le sue indicazioni
registrate. 17
Dabigatran
etexilato attualmente non è approvato per il trattamento acuto o la prevenzione
secondaria del tromboembolismo venoso e dell’embolia polmonare.
[1] Importante: dabigatran
etexilato attualmente non è approvato per il trattamento acuto o la prevenzione
secondaria del tromboembolismo venoso e dell’embolia polmonare.
[2] In Italia
per dabigatran etexilato nell’indicazione della prevenzione di ictus ed embolia
sistemica in pazienti con fibirillazione atriale l’iter registrativo è in
corso.
Fonti
- Schulman S, et al. Dabigatran in the extended treatment of venous
thromboembolism: comparison with warfarin and placebo. N Engl J Med. 2013; - Schulman S, et al. Dabigatran versus Warfarin in the Treatment of Acute Venous
Thomboembolism. N Engl J Med. 2009;361:2342-52. - Schulman S, et al. A Randomized Trial of Dabigatran Versus Warfarin in the
Treament of Acute Venous Thromboembolism (RE-COVER II). 2011;118: Oral presentation from Session 332: Antithrombotic
Therapy 1. Presented on 12 December at the American Society of Hematology (ASH)
Annual Meeting 2011. - Schulman S, et
al. Benefit of Extended Maintenance Therapy for Venous Thromboembolism with
Dabigatran Etexilate is Maintained over 1 Year of Post-Treatment Follow-up.
Poster 21 from Session 332: Antithrombotic Therapy 1. Presented on 8 December
at the American Society of Hematology (ASH) Annual Meeting 2012. - Coalition
to Prevent VTE. The Burden of VTE. Available HERE. Last
accessed January 2013- Centers for Disease Control. Are You
at Risk for Deep Vein Thrombosis? Available at: www.cdc.gov/Features/Thrombosis/index.html
Last accessed January 2013 - Goldhaber, SZ. Pulmonary Embolism Thrombolysis: A
Clarion Call for International Collaboration. JACC. 1992:19:246 – 7 - Cohen AT, et al. Venous thromboembolism (VTE) in
Europe. Thromb Haemost. 2007;98:756–64.
- Centers for Disease Control. Are You
