“Assumere un farmaco antitumorale è diametralmente opposto al prendere un’aspirina per curare un raffreddore. I clinici italiani garantiscono oggi l’appropriatezza prescrittiva, supportata inoltre dai meccanismi dei registri, dalle schede di monitoraggio, dai piani terapeutici, dalle modalità di distribuzione che tutelano il paziente ed evitano sprechi per il Sistema.
È importante sottolineare questo aspetto” afferma Maurizio de Cicco, da 6 anni Amministratore Delegato di Roche S.p.A. e al secondo mandato da vicepresidente di Farmindustria, in occasione del convegno “Innovazione Sostenibile: il dialogo con il paziente come valore per la crescita del Sistema” per la presentazione del Rapporto Sociale 2010 – 2011 della multinazionale elvetica, presente in Italia da 114 anni. “Inoltre” prosegue de Cicco “proprio al fine di migliorare ulteriormente il concetto dell’appropriatezza, Roche ha scelto la strada della Medicina Personalizzata per offrire i farmaci giusti ai pazienti giusti, che non significa necessariamente costi più elevati per il Sistema, ma anzi la possibilità di far assumere il farmaco più adatto a quei gruppi di pazienti che ne possono realmente beneficiare. Tutto questo grazie all’identificazione di biomarcatori e alla sinergia unica in Roche di farmaceutica e diagnostica, che ci mettono nella condizione di fare la differenza nella vita dei pazienti” .
“Per far sì che la Medicina Personalizzata arrivi veramente e in tempi ragionevoli ai pazienti italiani” continua de Cicco “occorre voltare pagina ascoltando innanzitutto la voce dei pazienti, che come emerge dall’indagine Ad Alta Voce, realizzata da Censis con la collaborazione di FAVO, esprimono forti timori per il futuro legati alle difficoltà di bilancio ed al conseguente impatto sulla disponibilità di trattamenti selettivi, efficaci e sicuri, frutto di innovazione e ricerca, come i farmaci biologici”. “Dobbiamo avere un servizio sanitario fondato sulla sostenibilità, l’appropriatezza e la compartecipazione” conclude de Cicco. “In tal senso, accogliamo con favore le dichiarazioni programmatiche del nuovo Ministro della Salute, Renato Balduzzi, che invita al rispetto delle regole e all’emulazione delle buone pratiche come formula per migliorare la salute, ascoltando e monitorando con maggiore attenzione i bisogni e i servizi erogati ai cittadini. E ci aspettiamo che l’Italia non sia il fanalino di coda in termini di registrazione dei nuovi farmaci, e che questi non vengano considerati mere voci di spesa ma importanti investimenti, di fronte ad una popolazione italiana che invecchia sempre di più e che già oggi è formata per oltre un quarto da over 65”.
I numeri di Roche
Con il 20% del fatturato investito ogni anno in R&S, per un totale solo nel 2010 di 7 miliardi di euro, circa 13.500 euro al minuto, Roche è tra le aziende che investono di più in innovazione. Ultima in ordine di tempo, la certificazione della Commissione Europea presentata a ottobre 2011: “Monitoring industrial 2/4 research: The 2011 EU industrial R&D Investment Scoreboard”, secondo cui Roche è al primo posto in Europa per investimenti in R&D, superando Pfizer, Microsoft e Toyota.
L’impegno di Roche in Italia
Presente in Italia con circa 1.000 dipendenti, di cui 350 nello stabilimento di Segrate, centro di eccellenza per la produzione di farmaci destinati ai pazienti di tutto il mondo, Roche è la terza azienda farmaceutica nel nostro Paese. Da leader in ospedale e in oncologia, contribuisce al Sistema Italia con 33 milioni di euro investiti in Ricerca Clinica nel 2010 ed un programma che solo quest’anno comprende 149 studi in oltre 1.100 centri e quasi 10.500 pazienti arruolati; genera e distribuisce valore, attraverso le sue attività, a diversi stakeholder (Risorse Umane, Partners, Stato, Soci, Sistema Impresa, Collettività), restituendo alla collettività un Valore Aggiunto Globale che nel 2010 è stato di 162 milioni di euro; contribuisce al sistema anche con un totale di imposte versate che in media ogni anno equivalgono al costo sostenuto dalla scuola pubblica per oltre 15.000 alunni1 o a quanto sostenuto dall’INPS per quasi 13.000 pensioni.
