L’impatto ambientale dei rifiuti alimentari prodotti a valle della filiera di valore aggiunto (economia domestica, gastronomia, commercio al dettaglio) è mediamente superiore a quello prodotto a monte, perché ogni fase di trasformazione ha già consumato risorse, quali energia e acqua, e prodotto rifiuti alimentari. Le ripercussioni ambientali si accumulano, quindi, col progredire lungo la filiera del valore aggiunto dell’alimento. Il modo migliore per ridurre le ripercussioni degli sprechi alimentari sull’ambiente consiste pertanto nell’evitarli a valle della filiera del valore aggiunto.

 

La via verso una riduzione dei rifiuti alimentari

L’8 marzo 2013 il Consiglio federale ha adottato, nel quadro del piano d’azione Economia verde, una misura volta a ridurre i rifiuti alimentari. Essa ha funto da base per il dialogo tra portatori d’interessi e per l’attuazione delle prime misure.

Nel 2015 la Svizzera ha adottato, insieme a più di 190 Stati, l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, programma d’azione delle Nazioni Unite. Entro il 2030 anche la Svizzera è pertanto invitata a ridurre della metà lo spreco alimentare globale pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e a diminuire le perdite di cibo nelle catene di produzione e di fornitura (Obiettivo 12.3).

Dopo aver accolto il postulato Chevalley (18.3829) il 5 marzo 2019, il Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di elaborare un piano d’azione per prevenire i rifiuti alimentari. Tale piano comprenderà le misure già esistenti ed eventuali nuove misure facoltative, come anche le misure d’accompagnamento della Confederazione. Una valutazione, prevista probabilmente per il 2024, stabilirà se le misure del piano d’azione saranno sufficienti o se occorreranno adeguamenti.