Si è appena concluso a Palazzo dei Congressi il congresso internazionale sui tumori rari organizzato da ESMO, l’associazione europea di oncologia medica che a Lugano ha la sede da ormai più di 35 anni. Per tre giorni – dal 12 al 14 marzo – Lugano ha accolto quasi 900 esperti da tutto il mondo che hanno fatto il punto sulle più recenti novità in fatto di diagnostica, ricerca e cura di queste forme tumorali, meno comuni, ma tutt’altro che marginali. Ogni anno, infatti, i tumori rari rappresentano oltre 650.000 nuove diagnosi in Europa, circa un quarto di tutti i nuovi casi di cancro.
La gestione clinica di queste malattie è complessa: diagnosi spesso tardive, ridotte opzioni terapeutiche e una scarsa disponibilità di studi dedicati rendono necessario un forte coordinamento tra centri specialistici e comunità scientifica.
Qualità di vita: un aspetto ancora troppo poco considerato
Al congresso è emersa la necessità di misurare meglio la qualità di vita dei pazienti con tumori rari. I dati presentati a Lugano mostrano che gli strumenti attualmente usati per misurare come vivono i pazienti riescono a catturare solo una parte degli aspetti che contano davvero per chi affronta quotidianamente un tumore raro: fatica, dolore, isolamento, incertezza, impatto sulla vita lavorativa e personale sono frequentemente sottovalutati o insufficientemente monitorati. Pertanto, la comunità scientifica si è spesa per reclamare indicatori più specifici che aiuterebbero a sviluppare terapie più adeguate e approcci realmente incentrati sul paziente.
Linee guida per aumentare la sopravvivenza
Un altro tema centrale emerso al congresso ESMO riguarda l’importanza dell’applicazione delle linee guida sviluppate specificamente per i tumori rari da ESMO e EURACAN, la rete europea per i tumori rari solidi dell’adulto. Una nuova analisi presentata al congresso ha dimostrato infatti che seguire le linee guida in modo più omogeneo porta risultati clinici migliori, con variazioni positive in termini di sopravvivenza fino all’80%.
Tuttavia, l’applicazione delle linee guida è ancora disomogenea nei vari Paesi europei dove si osservano carenze soprattutto nelle fasi di diagnosi, follow-up e formazione.
Per il quarto anno consecutivo Lugano si è fatta cornice di un evento di portata e respiro internazionali, che si traduce in un impegno congiunto per migliorare la vita dei pazienti affetti da tumori rari, rafforzando il contributo della città al progresso della ricerca e della collaborazione scientifica europea e mondiale.
