Risparmiare tempo o semplice distrazione, facendo shopping online? Il proprio benessere però potrebbe risentirne. Uno studio dell’Università di Aalto in Finlandia ha scoperto che lo shopping online è più fortemente legato allo stress rispetto alla lettura delle notizie, al controllo della posta in arrivo o alla visione di contenuti per adulti. Tuttavia, secondo la ricerca, Internet può essere sia una fonte che un antistress: scorriamo le pagine perché siamo stressati o siamo stressati perché scorriamo? Secondo il ricercatore di dottorato Mohammed Belal, si tratta di un problema complesso da risolvere.
“Studi precedenti hanno dimostrato che i social media e lo shopping online vengono spesso utilizzati per alleviare lo stress. Tuttavia, i nostri risultati mostrano che un aumento dell’uso dei social media o dello shopping online è collegato a un aumento dello stress auto-riferito in diversi gruppi di utenti e su tutti i dispositivi”, afferma. Lo studio ha rilevato che anche gli utenti di YouTube e dei servizi di streaming, così come i giocatori online, hanno segnalato livelli di stress più elevati. Per le persone con livelli di stress elevati, il tempo trascorso sui social media aveva una probabilità doppia di essere collegato allo stress rispetto al tempo trascorso giocando. Nel frattempo, in molti gruppi di utenti, coloro che trascorrevano più tempo a leggere e-mail e notizie, o a guardare contenuti per adulti, hanno riportato livelli di stress più bassi, sebbene i ricercatori abbiano sottolineato di aver preso in considerazione solo il tempo trascorso sui siti di notizie, non i loro contenuti.
“Sorprendentemente, le persone che trascorrevano molto tempo sui siti di notizie hanno dichiarato di essere meno stressate rispetto ad altre. D’altra parte, coloro che già sperimentavano molto stress non trascorrevano molto tempo sui siti di notizie, e questo è coerente con ricerche precedenti che dimostrano come lo stress possa ridurre il consumo di notizie”, prosegue Belal. Nel complesso, lo studio ha rilevato una forte correlazione tra l’uso di Internet, in generale, e un aumento dello stress, soprattutto tra coloro che già sperimentavano un forte stress nella vita quotidiana. Le donne hanno segnalato un livello di stress maggiore rispetto agli uomini, e più i partecipanti erano anziani e benestanti, minore era lo stress sperimentato. L’effetto antistress dell’intrattenimento per adulti può essere spiegato dal fatto che veniva solitamente consumato in piccole dosi, agendo come un antistress o un anti-noia a breve termine.
Lo studio, pubblicato sul Journal of Medical Internet Research, ha registrato l’utilizzo di Internet di quasi 1.500 adulti in un periodo di sette mesi. Successivamente, i dati di quasi 47 milioni di visite web e 14 milioni di utilizzi di app sono stati combinati con lo stress auto-dichiarato dagli utenti.
Problemi comunemente discussi, ma non ben compresi
La ricerca giunge in un momento in cui gli effetti dei social media sul benessere sono sempre più sotto esame. Ad esempio, il recente divieto di usare i social media per i bambini in Australia sta attirando l’attenzione del resto del mondo. Eppure, nonostante la crescente influenza di Internet sulle nostre vite, la nostra comprensione scientifica degli impatti del suo utilizzo sul benessere è notevolmente limitata, afferma Belal. “Ciò crea un enorme vuoto critico nella comprensione di come i comportamenti online influiscano sullo stress e sul benessere”, sottolinea.
Con l’obiettivo di colmare questa lacuna, lo studio è tra i primi a utilizzare un programma di tracciamento installato sui dispositivi degli utenti, anziché chiedere ai soggetti di auto-segnalare il loro utilizzo, spiega la prof.ssa associata Juhi Kulshrestha. La lunga durata e l’ampio campione della ricerca rendono inoltre i risultati particolarmente significativi. Tuttavia, sottolinea che sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire la relazione tra stress e benessere e utilizzo di Internet.
“Le persone sono più stressate perché passano più tempo a fare shopping online o sui social media, oppure questi siti offrono loro un supporto importante nei momenti di difficoltà? È davvero fondamentale approfondire questi problemi per poter risolvere il problema dell’uovo e della gallina- evidenzia Kulshrestha- Imporre un divieto assoluto o limiti massimi a certi tipi di utilizzo di Internet potrebbe non risolvere i problemi e potrebbe persino privare le persone in difficoltà di un supporto vitale”. In ogni caso, i ricercatori intravedono applicazioni pratiche dei risultati nello sviluppo di servizi online e per il benessere. In futuro, intendono esaminare il consumo di diverse tipologie di notizie, come quelle politiche, di intrattenimento o sportive, e la loro relazione con lo stress e altre variabili legate al benessere. La speranza è che dati più accurati aiutino gli utenti di Internet a mantenere un sano equilibrio. “Man mano che acquisiamo informazioni sempre più precise sull’utilizzo di Internet da parte delle persone, sarà possibile progettare nuovi tipi di strumenti che le persone potranno utilizzare per regolare la propria navigazione e migliorare il proprio benessere”, conclude la prof.ssa Kulshrestha.
Journal of Medical Internet Research:”Internet Use and Perceived Stress: A Longitudinal Observational Study Combining Web Tracking Data with Questionnaires”. DOI: 10.2196/78775
Antonio Caperna
