Per la prima volta un gruppo di ricercatori europei guidato dall’Università di Lisbona, con la partecipazione dell’Università di Trieste, ha identificato in un’area nell’Oceano Atlantico un caso di “affondamento” di un pezzo di placca, la parte inferiore della litosfera, lo strato più esterno della Terra.
Questo fenomeno geologico, noto come “delaminazione della litosfera”, all’origine di molti eventi sismici, spiega una nota dell’Università di Trieste, finora era stato documentato solo nei continenti. La scoperta, pubblicata su Nature Geoscience, apre quindi nuove prospettive sulla previsione del rischio sismico in Europa.
Grazie a tecniche di tomografia che impiega le onde sismiche dei terremoti per capire la struttura della Terra a profondità elevate, i ricercatori hanno rilevato un’anomalia ad alta velocità fino a 250 chilometri di profondità sotto la Piana Abissale di Horseshoe, nella regione a sud-ovest della Penisola Iberica, tra le placche africana ed eurasiatica, un’area nota per la sua intensa attività sismica.
In questa regione, pur mancando segni e deformazioni superficiali evidenti di paesaggi contorti o montagne sottomarine, una porzione di litosfera oceanica starebbe affondando nel mantello terrestre, creando nuove faglie. Questo fenomeno, favorito dalla presenza di una spessa zona serpentinizzata, che agisce da strato debole, sottolineano dall’ateneo giuliano, potrebbe spiegare l’origine di terremoti storici di grande magnitudo, come quello di Lisbona del 1755 (8.5-8.7) e quello di San Vincenzo del 1969 (7.9).
“Questa scoperta apre nuove strade per comprendere l’evoluzione delle primissime fasi di subduzione oceanica con importanti implicazioni per la tettonica a placche- spiega Chiara Civiero, geofisica e ricercatrice in geoscienze dell’Università di Trieste, e coautrice dello studio-. Se anche aree senza evidenti faglie superficiali, come la Piana Abissale di Horseshoe, possono essere soggette a forti terremoti, emerge la necessità di rivedere i modelli di pericolosità sismica per includere processi profondi e strutture non mappabili con metodi tradizionali”.
I modelli numerici elaborati dai ricercatori suggeriscono che la delaminazione della litosfera potrebbe evolvere in una vera e propria zona di subduzione tra le placche, contribuendo così a una riorganizzazione tettonica dell'Atlantico. Questo processo potrebbe portare alla formazione di un nuovo sistema di subduzione che si collegherebbe all'Arco di Gibilterra, con implicazioni a lungo termine per la chiusura dell'Oceano Atlantico, conclude la nota.
