"L'articolo 3, comma 8, del decreto legge 73/2024 ha stabilito un principio chiaro: per le patologie cronico-degenerative e oncologiche servono percorsi privilegiati. Non più code indifferenziate, ma agende dedicate attraverso i PDTA, i percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali. La gestione può essere diretta dallo specialista di riferimento oppure dalla struttura dedicata della ASL".
Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo al question time alla Camera in merito alle iniziative volte al superamento delle criticità legate alle liste d'attesa, con particolare riferimento alle visite di follow-up oncologiche. "Flessibilità organizzativa con un obiettivo preciso- ha proseguito il ministro- garantire l'accesso alle prestazioni necessarie. Diverse regioni e province autonome stanno sperimentando il PACC (Percorso Ambulatoriale Complesso e Coordinato). Un modello che ricalca il Day Service. Non è fantascienza: in molti territori è già realtà". Questo modello sarà quindi "disciplinato nei principi generali dell'Intesa per l'aggiornamento del Piano Nazionale Governo Liste di Attesa 2025-2027, che è attualmente al vaglio della Conferenza Stato-Regioni", ha fatto sapere il ministro. "Il Comitato LEA ha costituito uno specifico sottogruppo per definire indicatori precisi per analizzare i tempi d'attesa". Secondo Schillaci il "nodo cruciale" è "rendere attrattivo lavorare nel servizio sanitario pubblico. Senza medici e infermieri motivati, anche i percorsi meglio organizzati rimangono sulla carta. Con la precedente manovra finanziaria- ha ricordato- circa l'80% dell'incremento del Fondo Sanitario Nazionale è andato al rinnovo dei contratti della dirigenza medica e sanitaria. Un segnale concreto di valorizzazione economica che non era più rinviabile".
