Il processo produttivo di questi formaggi prevede una serie di passaggi che, sulla scorta di numerosi studi condotti in precedenza su altri microrganismi, appaiono idonei a eliminare l’infettivitĂ  del virus qualora anche allevamenti da latte italiani dovessero infettarsi.

Queste fasi con potere inattivante sono la scrematura iniziale del latte, la coagulazione, la cottura e la giacenza sotto siero della cagliata, la salagione del formaggio e la sua stagionatura per molti mesi o persino anni.

Al fine di fornire evidenze scientifiche della effettiva capacitĂ  di ridurre adeguatamente il rischio infettante, l’IZSLER sta conducendo sperimentazioni per misurare l’abbattimento del virus nel processo di produzione dei formaggi a latte crudo stagionati. I risultati preliminari indicano come giĂ  con la sola componente termica del processo si ottiene un deciso abbattimento della carica virale nel latte. La verifica del potere inattivante delle altre fasi di produzione è in corso.

Occorre, inoltre, ribadire come, sulla base delle informazioni fin qui raccolte l’OMS continui a ritenere basso il rischio attuale per la popolazione umana rappresentato dal virus H5N1 e da basso a moderato il rischio per le persone che possono essere esposte ad animali infetti, come allevatori, veterinari e operatori del settore.