Dal 2017 sono in vigore le Linee guida ‘Percorso per le donne che subiscono violenza’ (Dpcm 24 novembre 2017) che forniscono alle aziende sanitarie e ospedaliere strumenti operativi per riconoscere la violenza e identificare tutti i suoi aspetti e protagonisti, supportare la vittima, stimare il rischio per la sua tutela, documentare con precisione la violenza, informare e indirizzare la vittima ai soggetti della rete.
A distanza di cinque anni dall’approvazione delle linee guida, il ministero della Salute, tra giugno e settembre 2023, ha voluto verificare lo stato di attuazione delle Linee guida attraverso un questionario rivolto a tutte le strutture sanitarie con Dea di I o II livello, pronto soccorso o pronto soccorso pediatrico. L’80% delle strutture (497 pronto soccorso sui 618 attesi) ha risposto al questionario, articolato in diverse sezioni tematiche: accesso al pronto soccorso, trattamento diagnostico terapeutico, dimissione, rete territoriale per la presa in carico, formazione.
I risultati dell'indagine conoscitiva sull'attuazione del percorso di assistenza sociosanitaria, all'interno dei pronto soccorso per le donne vittime di violenza sono stati presentati oggi a Roma in occasione di un evento dal titolo 'L'impegno del Servizio Sanitario Nazionale contro la Violenza sulle Donne', organizzato dal dicastero per la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il prossimo 25 novembre. Analizzando le risposte all'indagine, in particolare, emerge che: "Il 77% delle strutture ha in uso i protocolli attuativi del percorso per le donne che subiscono violenza; l'83% dei pronto soccorso assicura procedure diversificate e modalità di dimissione protetta nel caso di valutazione a rischio alto; presso il 79% delle strutture è individuato il referente del percorso; il 59% delle strutture assicura la presenza di una equipe multidisciplinare dedicata al percorso per le donne che subiscono violenza".
E ancora: "Nel 79% dei pronto soccorso sono presenti attività e percorsi di formazione e aggiornamento sulla violenza per gli operatori sanitari; nel 98% delle strutture la donna viene informata della presenza sul territorio dei centri antiviolenza e nel 99,6% è garantita una puntuale informazione sulla possibilità di sporgere querela, anche contattando direttamente le forze dell'ordine; il 79% dei pronto soccorso assicura il supporto di mediatrici linguistico-culturali per via telefonica; solo nel 44% delle strutture avviene vis à vis in pronto soccorso; il 94% delle strutture garantisce, in presenza di figli minori, la possibilità che possano restare con la madre e che siano coinvolti nel suo stesso percorso; nel 62% delle strutture è presente un sistema per l'accompagnamento delle donne e degli eventuali figli a una struttura protetta esterna".
Non mancano, infine, aspetti che necessitano di ulteriore implementazione se si considera che "solo il 28% delle strutture che ha risposto al questionario dichiara una presa in carico sociale attiva h24 e il 39% prevede figure di supporto per le donne con disabilità", conclude l'indagine ministeriale.
