Una gravidanza ottenuta grazie a un programma di oncofertilità, dopo aver sconfitto un tumore al seno, e un parto avvenuto naturalmente. È quanto accaduto a una donna di 40 anni che la scorsa notte ha dato al mondo il suo bambino nell’ospedale “Di Venere” di Bari.
È la prima nascita in Puglia, e tra le pochissime in Italia, avvenuta in una struttura sanitaria pubblica dopo lo scongelamento di ovociti su una paziente oncologica. La 40enne si era rivolta a un centro di procreazione medicalmente assistita di Conversano (Bari), all’inizio della pandemia per intraprendere un percorso di preservazione della fertilità dopo un intervento chirurgico per rimuovere un carcinoma mammario. Il decorso della gravidanza è stato monitorato in modo costante e ha mostrato un andamento fisiologico sia dal punto di vista materno che dal punto di vista fetale.
Alla 36esima settimana, la donna è stata indirizzata all’ambulatorio della gravidanza a termine ed è stato indotto il travaglio di parto alla 40esima settimane e 3 giorni per riduzione del liquido amniotico. Il parto è avvenuto spontaneamente alle 00:26 di oggi con la nascita di un bambino del peso di 3 chili e 470 grammi in ottime condizioni. “La possibilità di avvalersi, nell’ambito della nostra azienda, di competenze di alta specializzazione – spiega il direttore della Uoc Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Di Venere, Mario Vicino – consente oggi di garantire anche nella nostra realtà regionale un percorso dedicato alle donne giovani con problematiche oncologiche che intendano intraprendere una maternità in maniera protetta e tutelata, grazie a operatori dedicati alla gestione della mamma e del feto”.
“Un figlio dopo il cancro? La Puglia risponde presente – dichiara Giuseppe D’Amato, direttore della Fisiopatologia della riproduzione umana e Pma dell’Asl – la nascita di oggi rappresenta una bella pagina di sanità pubblica scritta dalla Asl di Bari e dal suo Dipartimento del rischio riproduttivo, unico finora presente in Italia”. “Il caso della paziente oncologica – aggiunge D’Amato – non è un caso fortuito perché ci abbiamo messo anni per arrivare a questi risultati. E non è nemmeno isolato, in quanto abbiamo in corso un’altra gravidanza ottenuta dallo scongelamento di ovociti”.
