“I bambini che in Italia si ammalano sono circa 2.500, tra oncologici ed emato-oncologici. I bambini che guariscono sono circa l’80% e la percentuale in campo ematologico è superiore all’80%, si può arrivare quasi fino al 90%, mentre nel tumore solido la percentuale di guarigione è molto molto più bassa”.
Lo ha spiegato all’agenzia Dire il presidente della Fiagop, Paolo Viti, a margine del convegno ‘Un impegno per l’oncologia pediatrica – Diritti ed esigenze dei pazienti durante e dopo le cure’. L’evento è stato organizzato dalla Federazione Italiana Associazioni Genitori e Guariti Oncoematologia Pediatrica (Fiagop), in collaborazione con l’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (Aieop), presso la Sala Capitolare del Senato, in occasione delle celebrazioni della XXII Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile.
“Le regioni del sud- ha poi tenuto a precisare- sono in difficoltà rispetto al resto del Paese ma le vere ‘maglie nere’ nella cura del cancro pediatrico le indossano la Calabria e la Sardegna. In quest’ultimo caso la regione punta a chiudere gli ospedali e non si capisce davvero perché, considerando che la Sardegna, tra l’altro, soffre di un problema legato alla distanza, alla logistica: per arrivare, come dicono loro, alla terra ferma bisogna infatti prendere un aereo o una nave, che prevedono tempi molto più lunghi rispetto a chi utilizza la macchina”. “Alcune regioni del sud, però, stanno migliorando molto- continua- anche se sussiste ancora quella che definisco ‘transumanza’, i viaggi della speranza che partono dal sud e vanno verso il nord: dal Lazio, dove c’è l’ospedale Bambino Gesù, al Gaslini di Genova, al Meyer di Firenze, ecco gli ospedali che maggiormente ricevono dalle regioni del sud. Ma ci si sposta anche a Bologna e a Milano. Le famiglie si spostano perché hanno bisogno di curare i propri figli. Purtroppo, nelle loro regioni hanno una assistenza molto limitata, un problema che speriamo si risolva il prima possibile”.
"Chiediamo che i bambini malati siano uguali in tutta Italia- dichiara Viti- perché i bambini del sud non valgono meno di quelli del nord. Un concetto importante non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale: la regione, tendenzialmente, non si occupa della questione. Aieop ha fortunatamente creato centri d'eccellenza che si occupano della cura dei bambini". "Bisogna creare i presupposti per cui dal sud non si debba recarsi al nord. I centri di eccellenza, al nord, già ci sono ma anche al sud Italia ci sono città con ospedali che funzionano molto bene, basterebbe davvero poco per raggiungere livelli di eccellenza. Lo Stato- conclude- dovrebbe imporre alle regioni un rispetto di una regola, quella secondo cui tutti in Italia sono uguali e quindi devono essere curati".
