È per questo che sempre più spesso le classiche terapie farmacologiche vengono abbinate ad approcci fitoterapici e nutrizionali, con l'obiettivo di supportarne e potenziarne l'efficacia. Le piante officinali possono essere un valido aiuto per tutti quei disturbi acuti o cronici di cui soffre l'intestino, in virtù delle proprietà lassative, antinfiammatorie,
Se ne parlerà in occasione del Convegno Monotematico della Società Italiana di Farmacologia (SIF) dal titolo "Nuove strategie terapeutiche per il trattamento delle patologie algiche intestinali”, che si terrà il 16 e 17 febbraio a Firenze, presso l’Auditorium Ente Cassa di Risparmio di Firenze.
L'AZIONE SINERGICA DELLE PIANTE
Le patologie che interessano l’intestino spesso presentano un’eziologia multifattoriale, che comprende alterazioni a livello del microbiota, della barriera/permeabilità epiteliale, della risposta immunitaria e della segnalazione nervosa.
"Le piante e i loro derivati – spiega la Prof.ssa Carla Ghelardini, Ordinaria di Farmacologia all'Università di Firenze e tra gli organizzatori del Convegno - spesso contengono numerosi principi attivi al loro interno e questo fa sì che abbiano un elevato potenziale terapeutico nelle patologie gastrointestinali. Infatti, nel corso di diversi studi, è stato notato che l’efficacia dei trattamenti è massimizzata quando si riesce a combinare più meccanismi d’azione, ottenendo così un effetto sinergico su microbiota, mucosa intestinale, risposta infiammatoria e sistema nervoso, favorendo l’omeostasi intestinale".
ECCO LE PIANTE CHE AIUTANO A CONTRASTARE I DISTURBI INTESTINALI
In caso di sintomi intestinali e di infiammazione, astragalo e zenzero risultano rimedi molto efficaci, così come frutti rossi e capperi, grazie alla presenza di quercetina (flavonolo che appartiene alla famiglia dei polifenoli). Effetti prebiotici e neuroprotettivi sono stati associati anche all’uso di estratti a base di rosmarino (ricco di acido carnosico). Altre spezie, come il timo, possono invece favorire il benessere intestinale attraverso attività spasmolitiche e antimicrobiche.
In caso di stitichezza e di disturbi legati alla sindrome dell’intestino irritabile, trova impiego la radice di liquirizia, che svolge una leggera azione lassativa grazie alla presenza di mannite (mannitolo), uno zucchero naturale che agisce contro la stipsi. Le foglie e i frutti secchi del mirtillo, invece, esercitano un’azione antidiarroica e hanno anche un effetto antisettico, utile nel trattamento delle coliche dolorose addominali e delle cistiti.
Alcune erbe, come la malva o lo psillio, aiutano a sfiammare l’intestino, grazie alla presenza delle mucillagini, che trattenendo l’acqua ammorbidiscono le feci.
Ancora: finocchio, angelica e melissa trovano ampio impiego per la loro azione carminativa che aiuta l’eliminazione dei gas intestinali; mentre piante come rucola e camelina esercitano effetti neuroprotettivi sull’intestino utili nel contrastare lo sviluppo di dolore e disfunzioni intestinali croniche.
E questa lista potrebbe proseguire a lungo. Tuttavia, ciò che è importante sottolineare è che molte delle piante dotate di proprietà benefiche sull’intestino sono dei veri e propri alimenti e quindi potrebbero essere integrate nella dieta come "nutraceutici". Pensiamo al melograno, al mirtillo, alla rucola, all'oliva, al mango e allo zenzero.
