"Il comitato centrale Snami, riunito il 12 febbraio 2023, dichiara lo stato di agitazione di tutti i medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta che aderiscono al sindacato perché la misura è colma". È quanto si legge in una nota a firma del Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani.
"Il sindacato- è scritto nel testo- ha stilato una sorta di lista di ciò che non va e che sta mettendo a rischio la salvaguardia di un'intera categoria, quella più esposta nei territori e che ha già patito il peso enorme della pandemia e sono diversi i punti sensibili indicati dal sindacato".
"Oggi dichiariamo lo stato di agitazione- spiega il presidente nazionale Snami, Angelo Testa- e non escludiamo ulteriori iniziative anche di piazza. Le istituzioni sembrano sorde e non possiamo accettare un sistema che impone ai medici di medicina generale e ai pediatri di dover stare attivi sette giorni su sette, senza alcuna possibilità di sostituzione, con alternanza articolata dell'apertura degli studi o presso la sede di riferimento dell'aggregazione funzionale territoriale. Medici e pediatri, ancora, dovrebbero farsi carico, nel caso di necessità di un consulto specialistico, di programmare e comunicare direttamente all'assistito il riferimento e la tempistica della prestazione specialistica o diagnostica, attivando le procedure di tipo burocratico disposte dall'azienda".
"Nell'ordine- prosegue Testa- lo Snami indica ancora la propria idea dell'autocertificazione per i primi tre giorni di malattia, la inattuabilità delle case di comunità e degli ospedali di comunità, la burocrazia asfissiante e il sovramansionamento non conforme al ruolo, i piani terapeutici e le note Aifa che andrebbero aboliti, l'aumento del massimale a 1800 non contrattato e senza un surplus economico, la totale assenza di sostituti nei casi di malattia, gravidanza e ferie e che occorra eliminare tutte le incompatibilità dei medici di medicina generale". "Senza risposte concrete- conclude il leader dello Snami- le proteste della categoria andranno avanti a tutela dei Medici e dei cittadini che entrambi subiscono una sanità cronicamente sottofinanziata, bene prezioso che non può non essere tutelata e difesa da tutti noi".
