“Oggi assistiamo al dilagare del fenomeno inaccettabile dei cosiddetti ‘medici a gettone’, cresciuto durante la pandemia. Fenomeno di cui mi sono occupato da subito dando disposizione ai Nas di effettuare ispezioni e controlli.
I risultati sono purtroppo cronaca di questi giorni: sono emerse fattispecie di frode e inadempimento nelle pubbliche forniture, episodi anche di pazienti affidati a personale non specializzato. Ciò significa mettere in pericolo la salute dei cittadini”.
Lo ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in occasione della diciottesima edizione della Giornata delle Marche, dedicata al tema ‘Sanità che cambia, più vicina ai cittadini e ai territori’, organizzata al Teatro dell’Aquila di Fermo.
“Occorre affrontare in maniera sinergica il ricorso eccessivo ad appalti esterni da parte delle strutture sanitarie- ha proseguito l’esponente del governo- e frenare l’uso distorto di queste esternalizzazioni. Come dimostrano le ispezioni, non sempre offre adeguate garanzie sulle competenze dei professionisti coinvolti e riduce la fidelizzazione degli stessi alle strutture pubbliche”. “Sono tante le urgenze che stiamo mettendo sotto la lente di ingrandimento- ha concluso Schillaci- per restituire dignità e giusto valore al servizio sanitario nazionale”.
“Intendo puntare alla rivalutazione del trattamento economico di tutto il personale del Ssn: va in questa direzione la norma che abbiamo inserito in legge di bilancio per riconoscere un incremento dell’indennità, per le particolari condizioni di lavoro svolto dal personale della dirigenza medica e dal personale del comparto operante presso i servizi di pronto soccorso”.
“L’impegno di spesa- ha precisato- è 200 milioni di euro annui, di cui 60 milioni per la dirigenza sanitaria e 140 milioni per il personale del comparto, ma auspico di poter anticipare la decorrenza della norma al 2023 e lavorare con le regioni per destinare, appena possibile, più risorse per meglio retribuire gli operatori sanitari”. “Sono interventi- ha poi spiegato l’esponente del governo- che oltre a riconoscere la legittima gratificazione al personale sanitario, mirano a rendere più attrattivo il sevizio prestato proprio nel Servizio sanitario nazionale”. “La contrazione delle risorse, le limitazioni al turn over, i tetti al personale- ha infine aggiunto Schillaci- hanno deteriorato le condizioni di lavoro rendendo difficile assicurare qualità dell’assistenza e sicurezza delle cure; hanno incrementato le forme di precariato e hanno demotivato i professionisti”.
"Abbiamo ereditato una situazione difficile a causa dei tagli pesanti alla spesa sanitaria e delle scelte sbagliate del passato, quando la sanità era considerata la 'Cenerentola' del bilancio statale: basti ricordare che dal 2012 al 2019 il Fondo sanitario nazionale è stato costantemente definanziato dai vari governi che si sono succeduti. Soltanto con l'arrivo della pandemia si è compreso che la spesa per la salute pubblica è una spesa primaria e irrinunciabile".
"Oggi- ha aggiunto- nonostante una situazione economica complicata, a causa del caro energia e della guerra in Ucraina, il Governo nel bilancio 2023 stanzia per la sanità 2 miliardi e 150 milioni in più per il 2023; 2 miliardi e 300 milioni in più per il 2024 e 2 miliardi e 600 milioni in più per il 2025 rispetto a quanto previsto. Si tratta di una chiara inversione di tendenza e di un segnale di attenzione importante". "Ricordo inoltre- ha concluso- che il Pnrr mette a disposizione della salute 15,6 miliardi, cui si aggiungono 2,8 miliardi del Piano nazionale di investimenti complementari".
