Dal Parkinson alla stampa in 3D di dispositivi ortopedici, dalla geriatria alla ginecologia. La ricerca medica in Emilia-Romagna riceve quasi 24 milioni di euro per migliorare prestazioni e cure.
E’ il ‘premio’ incassato grazie ai fondi Pnrr e a quelli destinati alla ricerca finalizzata in sanità. Grazie alle risorse del Recovery fund (oltre 14,2 milioni) saranno sostenuti 16 progetti (sono 226 a livello nazionale): 10 riguardano le malattie croniche non trasmissibili, tre le malattie rare e tre la cosiddetta ‘prova del concetto di studio’. Gli altri finanziamenti ammontano invece a 9,6 milioni di euro per 28 proposte (sono 261 quelle sostenute a livello nazionale): 15 riguardano la ricerca biomedica innovativa e 13 sono mirati allo studio di nuove strategie clinico-assistenziali e organizzative.
A beneficiare delle risorse sono i Policlinici di Modena, Ferrara e Parma, le Ausl di Bologna, Ferrara e della Romagna e cinque Irccs emiliano-romagnoli. L’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, ad esempio, riceverà 2,3 milioni di euro in tre anni per sviluppare ricerche da trasferire poi alla pratica clinica. Il Rizzoli collabora inoltre a un’ulteriore ricerca con l’Irst di Meldola. Alcuni di questi progetti riguardano le terapie cellulari per ridurre il dolore e accelerare la guarigione di patologie vertebrali e della spalla. Due progetti riguardano invece il ginocchio (osteoartrosi, trapianto di menisco e cure con le staminali), mentre altri due si concentrano sulla stampa 3D di dispostivi ortopedici personalizzati. Un progetto, in particolare, è riservato a giovani ricercatori under 33 e ha lo scopo di sviluppare un impianto osseo personalizzato per ogni paziente, combinato con rivestimenti nanostrutturati in grado di rilasciare agenti antibatterici per prevenire le infezioni.
“Questi progetti rappresentano il nostro costante impegno nella ricerca che risponde ai bisogni dei pazienti- commenta la direttrice scientifica del Rizzoli, Milena Fini- il numero dei progetti selezionati e finanziati è un importante riconoscimento per l’Istituto e i suoi professionisti”. All’Irccs delle Scienze neurologiche di Bologna invece arrivano oltre due milioni di euro per sei progetti. Uno riguarda lo studio della pressione del sangue come ‘segreto’ per ritardare o prevenire l’insorgere di demenze. Un secondo progetto mira invece a ottenere diagnosi più accurate e tempestive del Parkinson grazie a una nuova metodica, che sfrutta la reattività di una specifica proteina. Altri progetti di ricerca sono riservati a giovani ricercatori e riguardano le demenze autoimmuni, la patologia dell’idrocefalo normoteso e la cura del tumore dell’ipofisi.
"Investire nella ricerca, e farlo con quasi 24 milioni di euro- commenta l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini- ci permette di migliorare la cura e l'assistenza ai pazienti e di avere strumenti importanti per affrontare le nuove sfide che abbiamo davanti, anche grazie alle risorse senza precedenti che il Pnrr destina alla sanità. A questi finanziamenti si aggiungono i contributi ricevuti per la ricerca finalizzata, che ci collocano al primo posto tra le Regioni per numero di progetti finanziati, confermando la forza e l'innovazione delle proposte che vengono da questa regione e l'alto livello di professionalità e preparazione dei nostri ricercatori e delle nostre ricercatrici".
