Un atlante per incrociare i dati della qualità dell'aria e lo stato di salute delle persone e mappare le zone più a rischio.
E' il nuovo progetto portato avanti dalla Regione Emilia-Romagna, che si è aggiudicata un finanziamento da 2,1 milioni di euro da parte del Ministero della Salute. L'Emilia-Romagna sarà capofila di un gruppo di lavoro che comprende in tutto otto Regioni, a partire da quelle del Bacino Padano, e diversi altri enti e unità operative sanitarie, tra cui Arpae e la struttura di Epidemiologia dell'Ausl-Irccs di Reggio Emilia.
Lo scopo del progetto è studiare e monitorare, con dati sempre aggiornati, la relazione tra inquinamento e salute delle persone. In particolare, si cercherà di capire se esistono inquinanti non convenzionali che sono concausa di alcune patologie. O se anche malattie come il diabete o le malattie neurodegenerative hanno una correlazione con lo smog. "Con questa ricerca vogliamo individuare strumenti in grado di garantire informazioni scientifiche aggiornate sulle possibili relazioni causali che ci sono tra l'esposizione alle sostanze inquinanti e gli esiti sanitari- spiegano la vicepresidente dell'Emilia-Romagna, Irene Priolo, e l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini- il progetto da un lato potrà avvalersi delle competenze di esperti in salute ed esperti in ambiente, dall'altro realizzerà strumenti preziosi per aiutarci a prendere le decisioni più appropriate". L'atlante sarà costruito grazie ai dati delle centraline di misurazione degli inquinanti, ai dati satellitari, dell'assistenza sanitaria e dei registri di patologia.
Saranno prese in considerazione anche le variabili socio-economiche e gli stili di vita. In questo modo, la Regione conta di avere mappe che indicano il legame tra la qualità dell'aria con il numero di malattie e decessi zona per zona. I dati saranno a disposizione di tecnici del settore, decisori politici e anche della popolazione generale.
