“La radioterapia, le cui radiazioni distruggono le cellule tumorali, abbassando il rischio che il tumore mammario si riformi e la mortalità cancro-correlata, è anche una terapia che, per quanto necessaria, può incidere sul risultato estetico della ricostruzione e aggiunge preoccupazioni alle pazienti”.
Così, in una nota, DonnaxDonna, il progetto coordinato da Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (BABC) che riunisce 74 chirurghe plastiche e senologhe e psico-oncologhe afferenti alle maggiori Breast Unit delle regioni italiane. “L’irradiazione- prosegue la nota- è fortemente indicata in alcuni casi e, ad oggi, interessa circa il 30% delle donne mastectomizzate e subito ricostruite. Le complicanze da radio sul tessuto ricostruito sono più frequenti quando si usano gli espansori piuttosto che con la ricostruzione immediata, con protesi o con lembi autologhi: 15.1% con lembi, 18.2% con protesi e 36.8% con espansore. Ricostruire subito la mammella asportata è quindi la scelta migliore. Le complicanze più frequenti, fanno sapere le esperte, sono comunque di lieve e media entità, trattabili con terapie e cure di supporto. Più rare le complicanze severe, per le quali è necessario rioperare la mammella”.
Il gruppo di senologhe, chirurghe plastiche e psico-oncologhe di Donna X Donna dedicato all’informazione sulla ricostruzione del seno dopo la mastectomia si dedica quest’anno a rispondere ai numerosi dubbi delle pazienti sugli effetti della radio sul proprio seno ricostruito, anche nell’ottica di tranquillizzare le donne: per ogni caso, scrivono le esperte, “le soluzioni più indicate, che vanno dal lipofilling /uso di grasso autologo per ammorbidire la mammella ricostruita con protesi e indurita dalla radio, ai massaggi per ridurre l’irrigidimento dei tessuti ricostruiti senza uso di protesi, dalle creme schiarenti ai laser depigmentanti per diminuire l’iper-pigmentazione della pelle indotta dalla radioterapia fino alle diverse tecniche operatorie necessarie nei casi di reazione alla radio di entità più severa”, spiegano.
“Nei casi di mastectomie ricostruite nello stesso intervento, con o senza l’uso si protesi, la radioterapia può indurre problemi di lieve e media entità, i più frequenti e trattabili sia chirurgicamente che con terapie di supporto, come il lipofilling e i massaggi”, spiega Marzia Salgarello, docente di Chirurgia plastica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e membro del comitato promotore Donna X Donna. “Ci sono poi complicanze più severe, seppure più rare, difficilmente risolvibili se non operando nuovamente la paziente. Una stretta collaborazione tra chirurghi e oncologi radioterapisti delle Breast Unit permette la scelta della metodica più indicata per ogni singola paziente per ridurre il rischio complicanze da radio e, eventualmente, trattarle”, ribadisce. Le complicanze dovute alla radioterapia sul seno ricostruito, sottolineano le esperte, sono minori quando si sceglie la ricostruzione immediata con protesi eseguita insieme alla mastectomia. Mettere invece l’espansore e attendere di fare la ricostruzione in un altro periodo invece pare aumentare il rischio.
"Se l'incidenza cumulativa a 5 anni di qualsiasi complicanza è simile nelle mammelle con ricostruzione immediata usando il lembo autologo e le protesi, rispettivamente l'11,2% e il 12,6%, una maggiore incidenza di complicanze si verifica nelle mammelle ricostruite con espansore/protesi, che sale al 19,5%", spiega Elisabetta Bonzano, del Dipartimento di Radioterapia oncologica dellalla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, Università di Pavia, e membro del comitato promotore Donna X Donna. "Se aggiungiamo la radioterapia i casi salgono a 15.1% con l'uso dei lembi, al 18.2% con protesi e al 36.8% con espansore. Nello specifico parlando di contrattura capsulare la ricostruzione con espansore e successivamente con protesi, rispetto alla ricostruzione immediata con protesi è associata ad una maggior incidenza che sale al 15.3% verso il 7.0%".
Rimandare la ricostruzione in un momento successivo alla radioterapia aumenta il rischio di complicanze: "Il posizionamento dell'espansore dopo radioterapia non è in genere raccomandato, a causa dell'eccessivo tasso di complicanze che vanno dal 30% al 50% secondo studi recenti", precisa Bonzano. "L'uso di nuove tecniche, come la radioterapia a intensità modulata (IMRT) e la radioterapia volumetrica ad arco (VMAT) e l'impiego di schemi di 'ipofrazionamento' con dosi inferiori di radio- prosegue Bonzano- hanno permesso di conformare sempre più la dose al volume bersaglio con il massimo risparmio dei tessuti sani circostanti, riducendo il profilo di tossicità correlato al trattamento e offrendo la possibilità di migliorare il risultato estetico e la qualità della vita. Inoltre, un approccio sempre più individualizzato per quanto riguarda il contouring, consente una migliore definizione dei volumi e una pianificazione del trattamento con dose sempre più conformata al target, permettendo così di ridurre i volumi irradiati ed il rischio di effetti collaterali radioindotti", conclude.
Al progetto Donna x Donna 2022 ha aderito anche la casa editrice di Diabolik, Astorina, donando al gruppo 'Carezza di Eva' di Diabolik©Astorina srl con un disegno di Giuseppe Palumbo che così correda la brochure 2022.
