"Bisogna iniziare a sanzionare severamente quelle Regioni che non sono in regola con gli screening mammografici. Le Regioni devono mettersi in linea su questo, per evitare che si possa arrivare alla richiesta di un referendum popolare dove ad ogni cittadino sarà chiesto se è soddisfatto o meno delle prestazioni sanitarie offerte dal proprio servizio sanitario regionale. Dobbiamo riportare la sanità alla centralità del governo".
A dirlo il presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Francesco Schittulli, parlando con i giornalisti a margine della conferenza stampa organizzata dalla LILT per celebrare i cento anni dalla sua fondazione. L'evento si è svolto oggi presso Palazzo Giustiniani. Secondo il presidente della LILT, dunque, sarebbe necessario sanzionare tutte quelle Regioni che "non mettono in atto quanto la scienza dice di dover applicare- ha proseguito Schittulli- per allontanare la morte, la sofferenza e il dolore determinato dal cancro al seno. Dunque diagnosi precoce e screening da effettuare su tutto il territorio presso tutte le strutture che sono dotate di un mammografo di ultima generazione, fossero queste strutture private, convenzionate o pubbliche. La regione che gestisce la sanità e quindi la salute dei cittadini dovrebbe acquistare allo stesso costo del pubblico le mammografie dagli studi privati e convenzionati, garantendo così alla donna la libera scelta. La Regione deve esclusivamente garantire la qualità della prestazione e, laddove questa dovesse venire meno, la Regione deve disautorizzare quella struttura".
Ma c'è un messaggio che la LILT vuole lanciare al prossimo governo? "Si rimbocchi le maniche e cerchi di recuperare il tempo perso- ha risposto Schittulli- abbiamo perso tre anni di attenzione verso la donna per una problematica forte, come quella del cancro al seno, ma altrettanto guaribile. Questo perché se il cancro al seno viene diagnosticato in tempi utili non fa più paura e ha una guaribilità che supera il 95%, mentre una diagnosi tardiva compromette i trattamenti, che diventano più demolitivi, e la stessa qualità di vita, oltre che portare ad un maggiore costo non soltanto nell'ambito del proprio nucleo familiare, ma anche sulla comunità", ha concluso.
