La giunta lombarda approva l'adozione del test del 'Dna fetale (Nipt-test)' e del 'Bi-test' come screening prenatali per la prevenzione e la diagnosi delle anomalie del feto. La Regione, per l'erogazione dei nuovi screening, mette a disposizione 500.000 euro fino al 2022.
All'effettuazione dei test possono accedere le donne in gravidanza residenti in Lombardia con modalità e criteri che verranno indicati grazie al supporto del 'Comitato percorso nascita e assistenza pediatrica-adolescenziale regionale' e approvati con successivo provvedimento della direzione generale Welfare. Sul test del Dna fetale è prevista una fase propedeutica di sei mesi prima che lo screening prenatale venga offerto, a regime, a tutte le donne in gravidanza. Il Policlinico di Milano è stato individuato come il punto di riferimento regionale di questa 'fase pilota'. L'ospedale infatti, sottolineano dal Pirellone, "vanta il migliore percorso possibile di presa in carico delle donne gravide" per completezza e casi trattati e per competenze.
"Un impegno importante- spiega l'assessora lombarda al Welfare Letizia Moratti- ottenuto grazie all'adozione di esami sempre più puntuali e meno invasivi dell'amniocentesi e della villocentesi che consentono diagnosi in modo più semplice e con elevata attendibilità". Alla prevenzione e alla puntualità delle diagnosi "non a caso assegniamo un ruolo centrale anche nella revisione della legge sanitaria", aggiunge Moratti. E comunque "le nuove opportunità non si esauriranno nell'attività di screening- conclude l'assessora- il nostro obiettivo è arrivare a offrire una vera eccellenza anche in questo campo".
