La Toscana aggiorna l’assetto della rete regionale clinica dell’Ictus. Nell’ultima seduta di giunta, su proposta di delibera dell’assessore alla Salute Simone Bezzini, sono state approvate le nuove linee di indirizzo regionali 2021, che introducono un nuovo modello organizzativo.
I principali elementi di innovazione delle linee di indirizzo vertono sulla struttura della rete e sulla comunicazione, sul personale e le competenze, con definizione di ruolo e composizione dello stroke team, sulla formazione, governance e monitoraggio, nonché sulle modalità operative (fase territoriale, destinazione del paziente, fase pronto soccorso, ospedali accreditati per la trombolisi endovenosa e per il trattamento endovascolare, fase acuta di degenza, modalità di hand-over e riabilitazione). Per quanto riguarda in particolare la comunicazione e le tecnologie, è raccomandata l’implementazione di sistemi informativi interoperabili, che garantiscano la comunicazione fra i professionisti e la costante funzione e tracciabilità dei flussi, per una corretta valutazione degli indicatori necessari al monitoraggio delle performances della rete e del suo accreditamento.
Nei principali nodi della rete, inoltre, è raccomandato anche l’incremento di dotazioni di neuroimmagini avanzate, in particolare di tac cranio multimodale, che permettano di candidare a trattamenti tempo-dipendenti un numero sempre maggiore di casi, in coerenza con l’evidenza scientifica recentemente recepita nelle linee guida nazionali. Il nuovo modello organizzativo ha, inoltre, una visione che non è limitata all’implementazione dei trattamenti tempo-dipendenti, ma definisce il percorso più appropriato anche per tutti i casi di ictus ischemico ed emorragico, che non hanno indicazione a tali trattamenti, ma che grazie al percorso tempo-dipendente hanno l’opportunità di accedere a una presa in carico ospedaliera più efficiente. In questo contesto svolge un ruolo cruciale il gruppo multiprofessionale e multidisciplinare di professionisti con formazione specifica (stroke team) presente in ogni ospedale accreditato, che coordina il percorso intraospedaliero e ha il suo fulcro di attività in specifiche aree di degenza (stroke unit/stroke area) dove viene effettuata una precoce presa in carico riabilitativa, creando così i presupposti per un corretto reinserimento domiciliare e sociale del paziente. “Il lavoro è stato portato avanti nonostante la difficile situazione pandemica.
La Rete Ictus ha continuato a lavorare per trovare soluzioni che garantissero standard di assistenza adeguati, indipendentemente dalle restrizioni del momento. Hanno lavorato tutti con grande impegno e con il consueto spirito di servizio. A tutti loro va il mio ringraziamento”, commenta Bezzini.
