L’AIL Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma si unisce al grande dolore che ha colpito la famiglia del professor Sante Tura, padre dell’ematologia italiana scomparso all’età di 92 anni circondato dall’affetto dei suoi cari.
Grande è il dolore per tutta la comunità di AIL per il grande uomo e medico da tutti stimato e amato, di cui sentiamo già la mancanza. La sua scomparsa segna una grave perdita per la medicina e per l’ematologia italiana. Il Prof. Tura ha compreso con assoluta lungimiranza l’importanza di creare una disciplina autonoma dalla medicina interna per procedere più rapidamente nella ricerca e nella cura dei tumori del sangue; la sua visione straordinaria ha influenzato l’Ematologia degli ultimi 50 anni e ha contribuito a costruire l’Ematologia moderna.
La sua lunga carriera è stata costellata da grandissimi successi e soddisfazioni: è stato professore ordinario dell’Università di Bologna, direttore dell’Istituto di Ematologia del Policlinico Sant’Orsola di Bologna, fondatore e direttore dell’Istituto “L. e A. Seràgnoli” e Presidente di AIL Bologna dal 2004 al 2021.
Si è impegnato nell’applicazione delle terapie più all’avanguardia ed è stato anche chiamato “guardiano del sangue” per la passione e l’impegno totalizzante che metteva nella sua professione, che lui ha amato intensamente fino alla fine, tant’è che spesso ripeteva di essere “nato medico”.
“Per AIL – afferma il Presidente Nazionale Prof. Sergio Amadori – il professor Tura è stato come un padre insieme all’indimenticato professor Franco Mandelli, suo grande amico e collega. Alla professionalità il professor Tura univa un’immensa umanità, lungimiranza e speranza nel futuro. Si è impegnato nella lotta contro i tumori del sangue per 50 anni con perseveranza e determinazione.
Il Prof. Tura mancherà a tutti noi di AIL, mancherà ai suoi colleghi ematologi anche ai più giovani e mancherà a tutte quelle persone che oggi lo piangono e che lui ha curato con perizia, dedizione e affetto nella sua lunghissima carriera di ematologo.”
