Nasce oggi di fatto il “Policlinico della Romagna”, il “primo esempio” in Italia di azienda universitaria territoriale. A Ravenna è stato firmato infatti l’accordo attuativo tra l’Alma Mater di Bologna e l’Ausl Romagna, intesa che servirà a disciplinare in maniera stabile e organica la futura integrazione nel campo della formazione e della ricerca medica e sanitaria e per garantire qualità e sostenibilità del servizio sanitario.
In particolare, sarà definito il funzionamento delle strutture sanitarie, semplici e complesse, che avranno anche personale universitario e quelle che saranno sotto la direzione degli accademici: ad oggi sono sette, ma sono destinate a crescere. L’accordo regola inoltre la presenza del personale universitario nelle strutture e le comunicazioni tra i dipartimenti universitari e quelli Ausl. Prevista anche la partecipazione del personale sanitario alla didattica, la programmazione congiunta di attività assistenziali, didattiche e di ricerca. Saranno definite infine anche le modalità di finanziamento delle attività integrate e la collaborazione nei programmi di ricerca.
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Nascerà per questo un ‘board’, a cui sarà affidato il compito di presidiare l’attuazione dell’accordo e favorire informazione, confronto e collaborazione reciproca su ricerca, didattica, formazione e sviluppo edilizio. Del board faranno parte il rettore dell’Alma Mater, il direttore generale e i direttori dei dipartimenti universitari di riferimento, insieme a direttore generale, sanitario e amministrativo dell’Ausl. L’accordo è stato firmato oggi dal rettore Francesco Ubertini e dal dg Tiziano Carradori, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità , Raffaele Donini, e del presidente della Conferenza socio-sanitaria della Romagna, Michele de Pascale, oltre ai sindaci del territorio.
“L’istituzione pochi mesi fa dei corsi di laurea in Medicina a Forlì e Ravenna e la presentazione oggi dell’accordo rappresentano un importante traguardo- commenta Donini- partito da un progetto di integrazione tra Ausl e Università , ‘Romagna Salute’, con una rete che comprenderà didattica, ricerca e assistenza e coinvolge la Regione, gli enti del territorio e tutte le città su cui insiste il Multicampus in Romagna. Con questo progetto, di fatto, stiamo ponendo le basi per uno dei primi modelli in Italia di un’azienda universitaria territoriale, l’Ausl della Romagna”.
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Con questo accordo, aggiunge Ubertini, “l’Ausl Romagna diventa quello che mi piace chiamare Policlinico della Romagna, il riferimento dell’Università di Bologna nel territorio romagnolo per le attività assistenziali essenziali allo svolgimento delle funzioni di didattica e di ricerca in ambito clinico e preclinico, esattamente come avviene per Policlinico Sant’Orsola e gli ospedali Rizzoli e Bellaria di Bologna e l’istituto di Meldola”.
L’intesa, afferma Carradori, “rappresenta una tappa importante per il consolidamento e lo sviluppo della necessaria ed ineludibile integrazione tra università e servizio sanitario in Romagna. Si tratta di un primo esempio di accordo attuativo con un’Ausl, che sostanzia la volontà di estendere la collaborazione e l’integrazione tra università e servizio sanitario regionale oltre i tradizionali confini ospedalieri per intercettare il rinnovato interesse per la sanità territoriale, anche alla luce delle evidenze della recente pandemia.
In ambito ospedaliero valorizza e sviluppa le vocazioni distintive consolidatesi negli anni nei diversi presidi della Romagna. In prospettiva è auspicabile che l’integrazione con l’università si estenda oltre l’ambito delle professioni sanitarie”.
