Il record negativo del numero di nascite toccato nel 2019 è stato di nuovo superato nel 2020. I nati della popolazione residente sono stati 404.104, in diminuzione del 3,8% rispetto al 2019 e di quasi il 30% a confronto col 2008, anno di massimo relativo più recente delle nascite. E’ quanto emerge dal rapporto Istat 2021 sulla situazione del Paese.
Nel 2020 il totale dei decessi per il complesso delle cause è stato pari a 746.146, il valore più alto registrato nel nostro Paese dal secondo dopoguerra. Rispetto alla media 2015-2019 si sono avuti 100.526 decessi in più (15,6% di eccesso). La speranza di vita alla nascita, per il complesso della popolazione (maschi e femmine insieme), scende a 82 anni nel 2020, ben 1,2 anni sotto il livello del 2019. Per osservare un valore analogo occorre risalire al 2012. Gli uomini sono più penalizzati: la loro speranza di vita alla nascita si abbassa di 1,4 anni, a 79,7 anni, mentre per le donne scende di un anno, a 84,4 anni, ampliando così il differenziale di genere.
Nel 2020 le prestazioni ambulatoriali e specialistiche erogate diminuiscono del 20,3% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una caduta molto più ampia di quella già osservata nel 2019, quando la diminuzione è stata dell’1%. E’ quanto emerge dal rapporto Istat 2021 sulla situazione del Paese. Lungo la Penisola la diminuzione delle prestazioni ambulatoriali è stata particolarmente forte in Basilicata (-50%) e nella provincia autonoma di Bolzano (-42%). Cali nell’ordine del 30% si sono registrati in Valle d’Aosta, Calabria, Sardegna e Liguria. All’opposto, la flessione è risultata inferiore a quella media nazionale, e compresa tra l’11 e il 15%, in Campania, Sicilia e Toscana.
