Oggi si celebrerà la Giornata nazionale del Terapista occupazionale, professionista sanitario che opera nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione attraverso un approccio centrato sulla persona, promuovendo la salute ed il benessere mediante l’"occupazione", cioè l’insieme delle attività significative per il proprio contesto culturale, adeguate all’età , scelte, organizzate e svolte da ogni individuo per provvedere a se stesso, provare gioia nel vivere e contribuire alla vita economica e sociale della comunità .
La terapia occupazionale, infatti, contribuisce allo sviluppo delle abilità e alla riabilitazione di persone affette da disabilità fisiche o mentali, fornendo loro gli strumenti necessari per raggiungere la completa autonomia.
L’immagine e lo slogan proposti per la Giornata – spiega il Presidente Francesco Della Gatta – vogliono ricordare il ruolo che ricopre il Terapista occupazionale all’interno del mondo sanitario e dell’équipe multidisciplinare.
I Terapisti occupazionali aiutano la persona a raggiungere l'autonomia quando si verifica un evento patologico avverso, quell’autonomia che la porta a una ritrovata libertà , vivere una seconda possibilità e una rinascita (così come il bruco diventa farfalla e spiega le ali). I colori blu, fucsia e giallo ricordano i colori del logo della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP.
Nonostante l’imprescindibile ruolo nell’équipe multidisciplinare, la presenza del Terapista occupazionale sull'intero territorio nazionale è fortemente disomogenea con differenze significative tra una Regione e l'altra. In un Paese come il nostro ad alto tasso di anzianità e con un trend di crescita della disabilità , la necessità di rispondere ai bisogni di autonomia e di partecipazione nelle attività di vita quotidiana non sempre trovano la giusta risposta.
In molti Stati Europei, il Terapista occupazionale è una figura basilare e di riferimento nel team riabilitativo, supportato dall'evidenza scientifica e da propri strumenti e modelli specifici di terapia occupazionale. Ne danno conferma i numeri: in Germania sono oltre 60 mila, nel Regno Unito 40 mila, in Danimarca 11 mila, in Belgio 12 mila mentre in Italia superano di poco le 2000 unità . Siamo convinti che sia giunto il momento per avviare un cambiamento e avvicinarci ai modelli del resto d'Europa.
Dall'inizio della pandemia, i Terapisti occupazionali hanno modificato le proprie modalità operative continuando il lavoro nei reparti di riabilitazione, nelle RSA e divenendo necessari sin dalle prime fasi della malattia. Quando presenti nei reparti Covid di cura intensiva e sub intensiva, i Terapisti occupazionali hanno avuto l'obiettivo di ridurre complicanze secondarie, deprivazione sensoriale e occupazionale e favorire la comunicazione con l'esterno. In una fase successiva la tele riabilitazione ha permesso ai terapisti occupazionali di lavorare con adulti e bambini nonostante le restrizioni rigide, di sviluppare programmi di educazione al caregiver e di supportare i genitori e gli insegnanti alle prese con la DAD. La peculiare formazione del Terapista occupazionale gli permette di accompagnare nella ripresa delle proprie abitudini le persone che, a causa del Long Covid, sono in difficoltÃ
