L'obiettivo del progetto sperimentale avviato dalla Asl di Lecce nell'ambito dello screening mammografico e' riuscire a capire chi fra le donne che accedono allo screening ha un elevato rischio eredo-famigliare e che necessita di attivita' personalizzate di sorveglianza stabilite in relazione allo specifico profilo di rischio.
La fase sperimentale, che sara' avviata a breve, prevede per un mese l'arruolamento di donne di eta' compresa fra 50 e 54 anni sottoposte a screening mammografico nell'intera Asl di Lecce. Sono quattro i centri coinvolti: screening, Senologia, ambulatorio dei tumori eredo-famigliari e laboratorio di Genetica medica. Nel corso dei 30 giorni della fase sperimentale, a tutte le donne che accedono allo screening sara' somministrato, prima della mammografia, un questionario di valutazione del rischio.
Le donne con esito mammografico negativo e un punteggio superiore alla soglia del questionario riceveranno un appuntamento per la consulenza ontogenetica nell'ambulatorio dei tumori eredo-famigliari di Lecce. La consulenza puo' prevedere fino a tre incontri ed eventualmente uno o piu' test genetici che consentiranno di identificare se le donne, che sulla base della storia personale e famigliare hanno un rischio oncologico sovrapponibile a quello della popolazione generale, possono continuare nel percorso screening o se presentano un rischio elevato di tumore. In questo caso, le donne escono dal percorso di screening e sono prese in carico dall'ambulatorio per una gestione appropriata e standardizzata della prevenzione e della sorveglianza.
La gestione del rischio elevato puo' includere la sorveglianza clinico-strumentale, la chirurgia profilattica, la chemio prevenzione. Alla fine della fase sperimentale, verra' effettuata una valutazione delle attivita' sulla base di alcuni indicatori, per stimare il numero potenziale di donne ad alto rischio e che hanno necessita' di un percorso di prevenzione dedicato. Le analisi delle tempistiche, delle risorse e della fattibilita' permetteranno di ridefinire e strutturare la procedura in modo che da estenderla con efficacia a tutte le donne che accedono allo screening, indipendentemente dall'eta'.
"Le donne coinvolte nel progetto – ha dichiarato il direttore sanitario della Asl salentina Roberto Carla' – sono connotate da un piu' elevato rischio specifico rispetto alla popolazione compresa nel programma di screening mammografico. La nostra intenzione e' intercettarle in maniera efficace e precoce. Il percorso, frutto di un lavoro multidisciplinare, punta all'efficientamento e alla evoluzione dei programmi di screening oncologici e al miglioramento di efficienza dello screening mammario, con particolare riferimento alla frequenza prevista per la mammografia e di altri esami diagnostici che deve essere stabilita in maniera appropriata e secondo linee guida, in base al rischio eredo-famigliare e del profilo di rischio oncologico".
