In Svizzera, nel 2018 sono morte 67 088 persone, ovvero lo 0,2% in più rispetto all’anno precedente. Come nel 2017, le principali cause di morte sono state le malattie cardiovascolari (30,7%) e le patologie tumorali (25,9%).
Come emerge dall’attuale statistica delle cause di morte dell’Ufficio federale di statistica (UST), tutte le altre cause di morte, tra cui la demenza, con il 9,6%, e le malattie dell’apparato respiratorio, con il 6,9%, costituiscono ognuna meno del 10% dei decessi. Nel complesso, le frequenze delle cause di morte sono rimaste pressoché invariate rispetto all’anno precedente. Fanno eccezione i suicidi assistiti che, con una crescita del 17%, nel 2018 si sono avvicinati alla soglia di 1 caso su 50 decessi.
Le cause di morte si differenziano in parte nettamente in funzione del sesso e dell’età . Tra gli uomini, il 21% dei decessi per tumore è stato causato dal tumore dei polmoni, il 15% dal tumore della prostata e il 6% da quello colorettale. Tra le donne, il tumore del seno è stato responsabile del 18% dei decessi per tumore, il tumore del polmone del 17% e il tumore colorettale del 6%. Nella fascia d’età dai 40 ai 79 anni il cancro è stato la causa di morte più diffusa (42%). I decessi delle persone dopo il 14esimo e prima del 40esimo anno di età sono dovuti principalmente (nel 52% dei casi) a cause esterne, mentre dopo gli 80 anni, con il 38% dei casi, alle malattie cardiovascolari.
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Nel 2018 circa 3,3 neonati su 1000 sono deceduti durante il primo anno di vita, principalmente a causa di malattie congenite. Nella fase di vita successiva, la mortalità fino al 14esimo anno di età è minima: nel 2018 è morto solo un bambino su 9600. Anche tra gli adolescenti e i giovani adulti i decessi sono pochi: nella fascia d’età dai 15 ai 35 anni non compiuti è morto un uomo su 2500 e una donna su 5000. Le cause di morte maggiormente ricorrenti tra gli adolescenti e i giovani adulti di entrambi i sessi sono state gli incidenti e i suicidi.
La speranza di vita si mantiene alta
In ragione del numero crescente di persone anziane in Svizzera, aumenta, è vero, il numero dei decessi, ma le persone presentano uno stato di salute migliore; i tassi di mortalità per fascia d’età sono in calo da 20 anni in tutte le fasce d’età , soprattutto tra le persone di età inferiore ai 50 anni. Nel 2018 la speranza di vita alla nascita era di 81,9 anni per gli uomini e di 85,6 per le donne, praticamente invariata rispetto all’anno precedente. Rispetto a dieci anni prima, tuttavia, la speranza di vita per gli uomini era più alta di 2 anni e per le donne di 1,2 anni. Gli anni di vita persi sono da attribuire per il 35% alle patologie tumorali.
Suicidi in calo, suicidi assistiti in aumento
Nel 2018, in Svizzera 1002 persone (712 uomini e 290 donne) sono decedute in seguito a suicidio, causa di morte che rappresenta l’1,5% del totale. Rispetto al 2017 è stato registrato un decremento di 41 casi. Come nel caso di altre cause di morte, anche per la frequenza dei suicidi vi sono differenze in funzione dell’età , con cifre per le persone al di sotto dei 65 anni (466 uomini e 206 donne) nettamente più elevate rispetto a quelle per le persone di età superiore ai 65 anni (246 uomini e 84 donne).
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Mentre tra il 2010 e il 2018 la cifra dei suicidi è nel complesso rimasta stabile a poco più di 1000 all’anno, quella dei suicidi assistiti (1176: 499 uomini e 677 donne) è più che triplicata. Rispetto all’anno precedente l’aumento è stato del 17%, tanto che nel 2018 questa causa ha rappresentato l’1,8% di tutti i decessi in Svizzera, superando per frequenza i suicidi non assistiti.
Contrariamente ai suicidi, quelli assistiti erano più diffusi tra le persone di più di 65 anni (431 uomini e 598 donne) che tra quelle più giovani (68 uomini e 79 donne). Le principali malattie che hanno spinto le persone a ricorrere aI suicidio assistito sono le seguenti: cancro (40,7%), malattie del sistema nervoso (11,5%), malattie cardiovascolari (12,8%) e altre malattie come dolori cronici, demenza, depressione e multimorbidità (35,0%), che insorgono con l’avanzare dell’età .
