Le sfide quotidiane, affrontate dai medici che gestiscono le malattie del fegato durante la gravidanza, sono state al centro di un incontro al Congresso europeo sulle malattie epatiche EASL ILC2020, che quest’anno si svolge in forma ‘digital’, a causa della pandemia.
Per ogni caso presentato è stata data l’opportunità al pubblico di condividere approfondimenti e porre domande al gruppo di esperti. Questa sessione ha illustratono novità e indicazioni, direttamente trasferibili alla pratica di routine.
Ttra queste era la necessità di avviare precocemente discussioni sulla pianificazione familiare nelle donne in età fertile con Epatite Autoimmune -AIH e di mirare a un aggiustamento minimo dell’immunosoppressione standard durante la gravidanza, il rischio di esiti avversi alla nascita e di quelli di riacutizzazioni della malattia. Anche la consulenza pre-gravidanza e la valutazione dell’ipertensione portale sono fondamentali nel crescente numero di donne con cirrosi epatica che desiderano rimanere incinta. In questa popolazione di pazienti i punteggi di rischio sono preziosi, per informare la direzione e per elaborare un piano di consegna.
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È stata anche discussa l’ultima ricerca sull’uso dell’acido ursodesossicolico nella colestasi intraepatica e nell’elevata carica virale HBV nel contesto della gravidanza.
Data l’associazione lineare tra livelli elevati di HBV DNA materno e rischio di trasmissione da madre a figlio (MTCT), l’uso di tenofovir disoproxil fumarato nel terzo trimestre deve essere considerato obbligatorio nelle donne in gravidanza con livelli di HBV DNA> 200.000 UI. Inoltre, è stato evidenziato che l’amniocentesi dovrebbe essere evitata a causa dell’aumentato rischio di MTCT.
