I Novartis Prize for Immunology sono stati attribuiti a tre scienziati per le loro innovative ricerche nell’ambito della biologia dei linfociti T del sistema immunitario, che hanno fatto fare passi avanti nella prevenzione e nel trattamento di diverse malattie. La cerimonia di premiazione avverrà a Milano, il prossimo 23 agosto, nel corso del 15o Congresso Internazionale di Immunologia.
Il Novartis Prize for Basic Immunology 2013 è stato assegnato a Tim R. Mossman, Ph.D., Direttore dello Human Immunology Center dell’Università di Rochester, e Robert L. Coffman, Ph.D., Vice President e Chief Scientific Officer presso la Dynavax.
Negli anni 80, lavorando insieme presso il DNAX Research Institute di Palo Alto, in California, individuarono le distinte funzioni di due sottotipi di linfociti T helper: il Th1 e il Th2. Il primo gioca un ruolo più importante nell’immunità cellulare essenziale per la resistenza alle infezioni, mentre il Th2 può provocare malattie allergiche. Scoprirono anche che i disturbi della fisioregolazione delle funzioni dei linfociti Th1 e Th2 sono implicati in molte malattie immunologiche.
“L’importante scoperta compiuta da Mossman e Coffman ha permesso di individuare specifici tipi di linfociti T che aiutano sia l’immunità cellulare che quella umorale (mediata da anticorpi), ha rivoluzionato la nostra comprensione sul modo in cui lavora il sistema immunitario, e ha aperto la strada a importanti progressi nella messa a punto di terapie per malattie infettive, infiammatorie e allergiche, nonché per lo sviluppo di vaccini,” ha dichiarato Dhaval Patel, Head NIBR Europa e Global Head of Autoimmunity, Transplantation and Immunology.
Il Novartis Prize for Clinical Immunology 2013 va a James Allison, Ph.D., responsabile del Dipartimento di Immunologia del MD Anderson Cancer Center dell’Università del Texas, per la sua attività di ricerca che permette di inibire la capacità del cancro di sfuggire all’attacco del sistema immunitario.
I suoi studi su cavie, negli anni 90, dimostrarono che la CTLA-4, una molecola espressa nei linfociti T, blocca la naturale risposta immunitaria dell’organismo. Dall’evoluzione di un anticorpo da lui sviluppato contro questa CTLA-4, in grado di inibire la crescita tumorale nei topi, prese forma Ipilimumab, trattamento efficace per il melanoma in stadio avanzato nell’uomo.
“Io ammiro la capacità di visione, la motivazione e la costanza del dottor Allison nello sperimentare il suo approccio all’immunomodulazione negli esseri umani, che avrà un impatto positivo su molti pazienti oncologici.” ha detto Patel. “La sua scoperta ha messo a disposizione non solo nuovi strumenti, ma un nuovo modo di pensare a come combattere il cancro.”
