Cerimonia d’apertura per il IV Congresso internazionale ARTOI, il presidente Massimo Bonucci apre i lavori ricorda a tutti i medici e i sanitari presenti l’importanza di «Rappresentare l’avanguardia nelle cure integrate: il paziente merita tutta la nostra serietà, la medicina integrata rappresenta il futuro delle terapie oncologiche, perché il paziente è una persona da valutare nella sua unicità».
Il saluto del Prof. Francesco De Lorenzo (AIMAC) ha sottolineato un aspetto essenziale nelle cure oncologiche: «Dobbiamo pensare ai pazienti anche dopo la guarigione. Sono oltre 2,3 milioni gli italiani che hanno avuto esperienza di cancro e sono sopravvissuti: dobbiamo guardare alla qualità di vita dopo le cure, che spesso lasciano segni terribili sul corpo e sulla psiche. La politica è chiamata a pensare a questi aspetti che non sono secondari, perché sopravvivere al cancro deve significare tornare pienamente, per quanto possibile, alla normalità, a godere pienamente della vita».
Un saluto in apertura anche dall’on. Mario Baccini, che con la Fondazione Foedus di cui è presidente, da anni sostiene la battaglia per la diffusione dell’Oncologia Integrata: «La politica non è sorda alle richieste di salute delle persone. Oggi è importante non precludere nessun tipo di possibilità per curare e prevenire i tumori. In tempi di spending review, va colta la possibilità di tagliare gli sprechi e portare avanti l’innovazione: nell’oncologia – e non solo – bisogna evitare i potentati e i monopoli dei detentori unici del sapere e aprirsi cristianamente ai bisogni».
Il medico cerchi l’invisibile
La lezione del Prof. Philip A. Salem, direttore del programma di ricerca sul cancro dell’Ospedale S.Luke di Houston, si apre con la citazione del Piccolo Principe di Antoine de St. Exupèry: “l’essenziale è invisibile agli occhi”, perché dopo 45 anni di esperienza può affermare che: «Quando il tumore è visibile è già esteso. La malattia che vediamo non è “tutta” la malattia che è presente nell’organismo. Ciò che non si vede, ma che c’è, porterà i veri problemi» e prosegue «L’invisibile è ciò che uccide: il tumore va rimosso, ma quella rimozione è quasi un terapia per il medico, perché ormai il cancro è lì e l’impegno deve andare nella direzione di una diagnosi completa, definitiva» e «parafrasando Colin Powell il primo attacco alla malattia dev’essere il più aggressivo e bisogna fare terapia sistemica su tutto l’organismo», in chiusura «Il valore inestimabile è il diritto del paziente ad avere una vita e il compito del medico è fare il possibile e non ha senso aspettare che arrivino le ricadute, la migliore difesa dal tumore è l’attacco. Il medico deve avere una visione: la vita futura del paziente».
Mettiamo un po’ di pepe nella vita: curcumina 50 volte più antiossidante di vitamine C ed E
Curcuma, pepe nero, cardamomo, zenzero, peperoncino sono il sale della vita. Le spezie usate correttamente hanno un effetto antinfiammatorio superiore a quello di molti farmaci nell’oncologia e non solo, perché hanno effetti benefici sul diabete, la psoriasi e molte altre patologie croniche. E per la prevenzione, basterebbe aggiungere le spezie alle insalate, ad alimenti antitumorali come broccoli e cavoli per potenziarne l’attività antinfiammatoria.
Con la presentazione delle evidenze scientifiche dell’efficacia dell’integrazione attraverso l’uso di alcune spezie il Prof. Bharat B. Aggarwal, Capo dipartimento dell’Istituto di terapie sperimentali del M.D. Anderson Center, Università di Houston Texas, ha illustrato le incredibili capacità della curcumina, molecola della curcuma, «La curcumina ha poteri antiossidanti multi target, contro vari tipi di infiammazioni e quindi patologie, ed è 50 volte più potente della vitamina C e della vitamina E. Le infiammazioni sono il segnale della patologia, e sono determinate fortemente dagli stili di vita: alimentazione, stress, fumo, inquinamento, alcol. Le infiammazioni sono prodotte e propagate dall’NF-Kb, unpromotore tumorale dell'infiammazione associata al tumore».
«Bisogna cercare da dove parte “il fuoco” che accende l’infiammazione nel sistema immunitario e poi spegnerlo attraverso l’uso di antinfiammatori sicuri per l’organismo. Le spezie sono preziose alleate: zenzero e curcuma si sono rilevati potenti modulanti. Sta ai medici trovare una posologia corretta, ma vi sono già studi che indicano strade concrete e percorribili per il benessere del paziente». E chiude spiegando che «Il fattore chiave resta la prevenzione: le infiammazioni sono innescate da stili di vita sbagliati e le evidenze scientifiche indicano che bisogna cambiare la rotta».
