Valorizzare l’eccellenza della ricerca italiana, gratificare i ricercatori meritevoli che dedicano la loro vita a studi importantissimi in diversi ambiti, contribuendo alla crescita del nostro Paese e alla qualità della vita di tutti, costituisce il nucleo centrale e la ragione d’essere del Premio Sapio. Nella cornice del salone d’Onore del Castello del Valentino, sede storica del Politecnico di Torino, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto presenziare alla cerimonia di consegna dei premi ai 7 ricercatori individuati per la XII edizione del Premio Sapio per la Ricerca Italiana, a conferma della sua attenzione per la Ricerca e per il ruolo determinante che riveste per lo sviluppo del nostro Paese.
“Crediamo che il lavorare insieme, pubblico e privato, per raggiungere obiettivi convergenti, sia il modo migliore per affrontare le sfide che oggi stanno di fronte al nostro Paese, in questo particolare momento storico di passaggio, gravido di rischi, ma anche pieno di opportunità da cogliere. Crediamo che tutti gli attori del Sistema Italia debbano muoversi in questa direzione, senza delegare decisioni ad alcuno, poiché ognuno dei singoli attori del sistema deve preoccuparsi di dare il proprio contributo. Solo così il nostro Paese potrà celebrare degnamente l'Unità d'Italia e il proprio grande passato ponendo le basi per superare questo mediocre presente, costruendo un futuro di rinnovati successi in tutti i campi”, ha commentato Alberto Dossi Presidente del Gruppo Sapio.
“Senza ricerca e innovazione non possono esservi crescita, sviluppo, occupazione, competitività né a livello territoriale né a livello globale. In un contesto spesso difficile riconoscere gli sforzi e il valore del lavoro svolto dai ricercatori con la presenza del Presidente della Repubblica oltre a costituire fonte di grande soddisfazione, rappresenta il miglior incentivo a continuare a dedicare la propria vita alla Ricerca” ha aggiunto Francesco Profumo – Rettore del Politecnico di Torino e co-promotore del Premio Sapio.
Tra i 114 ricercatori candidati ecco i vincitori: per la sezione Junior, Daniela Galimberti, Dottore di Ricerca in Scienze Neurologiche Università di Milano; Andrea Malizia, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Università degli Studi di Roma Tor Vergata; Virna Marin, Centro Ricerca M. Tettamanti, Clinica Pediatrica, Università Milano-Bicocca. Il Premio Industria è stato assegnato a Bruno Murari, di STMicroelectronics e il Premio Territoriale Brianza è andato ad Alessio Paiusco, Alessandro Leonida, Fabrizio Carini, Clinica Odontoiatrica, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Milano-Bicocca.
LE RICERCHE VINCITRICI
studi di grande interesse che ben si sposano con la filosofia del Premio Sapio, che si propone di dimostrare quanto sia importante uno stretto collegamento tra il mondo della ricerca e quello dell’industria per favorire la competitività del paese.
Premi Junior
Daniela Galimberti, Dottore di Ricerca in Scienze Neurologiche Università di Milano
Titolo della ricerca: Percorso diagnostico nell’ambito della gestione integrata della malattia di Alzheimer e demenze correlate per: a) identificazione di soggetti a rischio b) validazione di nuove linee guida per la diagnosi precoce c) identificazione di fattori prognostici e di risposta alla terapia.
La malattia di Alzheimer è la causa più comune di demenza nella popolazione anziana nei paesi occidentali; l’incidenza della malattia è stimata in 3 nuovi casi su 100.000 nella popolazione con età inferiore a 60 anni, e 125/100.000 nella fascia d’età superiore ai 60 anni. Gli sforzi della comunità scientifica vanno quindi nella direzione di identificare gli stadi iniziali della malattia, al fine di poter intraprendere precocemente strategie terapeutiche/riabilitative preventive e rallentare la progressione del deterioramento cognitivo. Una diagnosi precoce ed accurata permetterebbe di intervenire tempestivamente sulle cause, avviare specifiche terapie ed organizzare al meglio la vita del malato e dei suoi familiari. Il percorso diagnostico studiato dalla dott.ssa Galimberti e in corso di sperimentazione prevede i seguenti obiettivi: 1. identificazione di fattori di rischio genetici. L'analisi genetica potrà fornire informazioni sulle caratteristiche genetiche che predispongono allo sviluppo della malattia o che sono protettive verso di essa. Lo screening genetico sulla popolazione a rischio, di analoga semplice esecuzione e di costo modesto, potrebbe permettere in futuro di valutare la probabilità di sviluppo della patologia. 2. validazione di nuove linee guida per la diagnosi precoce al fine di diagnosticare la malattia di Alzheimer quando il declino cognitivo è lieve. Il progetto è tuttora in corso ed i primi risultati, nell’ambito della diagnosi precoce, hanno permesso di inserire queste nuove tecnologie nella routine clinica dell'Unità Valutativa Alzheimer che fa capo alla Fondazione Cà Granda, IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico.
Virna Marin, Centro Ricerca M. Tettamanti, Clinica Pediatrica, Università Milano-Bicocca
Titolo della Ricerca: Recettori chimerici e cellule CIK come nuovo strumento terapeutico per l’immunoterapia delle leucemie.
La leucemia è il tumore più comune nei bambini, in Italia si ammalano oggi circa 400-500 bambini all'anno. Lo studio, condotto dalla Dott.ssa Virna Marin, sotto la supervisione del Dott. Ettore Biagi presso il Centro di Ricerca “M. Tettamanti”, coordinato dal Prof. Andrea Biondi, nasce dall’esigenza di sviluppare nuove terapie per i bambini affetti da leucemia che non guariscono con le cure convenzionali. Un’innovativa strategia terapeutica è rappresentata dall’utilizzo di cellule del sistema immunitario (linfociti T) e “recettori chimerici”. I linfociti T sono cellule presenti nel nostro organismo che agiscono come controllori e sono normalmente in grado di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. Spesso però queste ultime trovano il modo di non farsi identificare, rendendo impossibile l’azione dei linfociti T. Quello che il gruppo di ricerca si è proposto di fare è di aiutare i linfociti T nel loro compito, dotandoli di un’arma incredibilmente efficace, detta “recettore chimerico”. I recettori chimerici sono molecole artificiali che vengono “caricate” in laboratorio sui linfociti T isolati dal sangue dei pazienti mediante un procedimento cosiddetto di “modificazione genica”. Tali molecole agiscono quindi come vere e proprie frecce, in grado di direzionare la potente attività dei linfociti T contro le cellule tumorali. I risultati hanno mostrato come sia possibile manipolare i linfociti T con recettori chimerici, rendendoli capaci di uccidere con grande efficienza le cellule tumorali e di stimolare la risposta immunitaria contro di esse. Questi importanti risultati pre-clinici hanno sostenuto lo sviluppo di ulteriori studi volti a caratterizzare ancora più in dettaglio l’efficacia di questo approccio in vivo, in modelli animali di leucemia umana e, a medio-lungo termine, anche nei pazienti leucemici rappresentando per essi una potenziale e promettente opzione terapeutica.
Andrea Malizia, Assegnista di Ricerca presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Facoltà di Ingegneria, Dipartimento di Ingegneria Meccanica
Titolo della Ricerca: Analisi della dispersione di polveri radioattive per la messa in sicurezza degli impianti a fusione nucleare
La produzione di polveri radioattive e/o tossiche negli impianti a fusione nucleare è uno degli aspetti critici per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori professionalmente esposti e della popolazione. La polvere si genera a seguito del normale esercizio dell’impianto o a causa di erosioni macroscopiche, si deposita prevalentemente sul fondo della camera ed in caso di incidenti può essere risospesa. La risospensione della polvere è un problema di sicurezza nei luoghi di lavoro a causa della sua tossicità e/o radioattività e inoltre, se raggiunge all’interno dell’impianto determinate concentrazioni critiche, può causare esplosioni. Risulta evidente la necessità e l’importanza di possedere uno strumento matematico che permetta di definire con accuratezza i moti di risospensione di tali polveri nel caso di incidente nel normale esercizio degli impianti.
Per questo motivo è stata avviata una attività di ricerca, attualmente in corso, con cui si è riusciti a:
- · Caratterizzare sperimentalmente il campo delle velocità del flusso d’aria che si forma in caso di incidente (e che può generare la risospensione delle polveri) tramite l’utilizzo di una facility sperimentale che replica (in scala ridotta) una sezione di un impianto nucleare e consente di riprodurre le condizione critiche dello stesso;
- · Caratterizzare sperimentalmente, tramite l’utilizzo di suddetta facility, la quantità di polvere mobilizzata e gli andamenti delle concentrazioni in caso di incidente;
- · Caratterizzare sperimentalmente i moti di risospensione delle particelle in caso di incidente;
- · Sviluppare codici numerici in grado di simulare la risospensione delle polveri;
- · Elaborare ed analizzare i risultati sperimentali, per validare le simulazioni numeriche ed estrapolare un modello matematico bidimensionale (in 2D) di risospensione delle polveri.
La validazione, attualmente in fase avanzata, del suddetto modello matematico fornirà uno strumento in grado di: (1) valutare gli itinerari di rilascio delle polveri radioattive e/o radiologiche che possono interessare, in caso di incidente, i lavoratori professionalmente esposti e la popolazione, consentendo di lavorare in condizioni di maggiore controllo; (2) prevedere la formazione di concentrazioni critiche che possono dar luogo ad esplosioni.
Premio Industria
Bruno Murari, STMicroelectronics.
La STMicroelectronics è uno dei più grandi produttori mondiali di semiconduttori con clienti in tutti i settori applicativi dell’elettronica. E’ tra i leader mondiali in molti differenti campi inclusi i semiconduttori per applicazioni industriali, i sistemi di stampa a getto d’inchiostro e i MEMS per portatili e elettronica di consumo; nei decoder MPEG e nei chip per smart card; nei circuiti integrati per l'automobile, le periferiche per computer e i dispositivi wireless. Il gruppo ha circa 53.000 dipendenti, 15 siti produttivi principali, centri di ricerca e sviluppo avanzati in 10 Paesi e uffici vendita in tutto il mondo. È presente in Italia (adAgrate Brianza e a Catania i principali impianti per la lavorazione di fette di silicio) e all'estero in Francia, Malta, Stati Uniti, Cina,Marocco, Singapore e Malesia. Il contributo di Bruno Murari, che ha progettato personalmente 10 circuiti integrati e ne ha diretto lo sviluppo di oltre 2000, è stato fondamentale per il raggiungimento da parte della ST di una posizione di leadership a livello mondiale nel settore dei circuiti integrati dedicati. Ha ottenuto oltre 80 brevetti. Nel 2002 ha ricevuto dal Politecnico di Milano la Laurea Honoris Causa in Ingegneria Elettronica per i suoi contributi fondamentali nel campo della Microelettronica, che hanno consentito l’affermazione a livello internazionale dell’industria italiana di alta tecnologia. Attualmente coordina, come Scientific Advisor della STMicroelectronics, la ricerca nei mercati emergenti della salute/medicina e dell’energia fotovoltaica a concentrazione.
Premio Junior Territoriale Brianza
Alessio Paiusco, Alessandro Leonida, Fabrizio Carini, Clinica Odontoiatrica, Facoltà di Medicina, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Titolo della ricerca: Rigenerazione di osso alveolare mediante l'utilizzo di cellule staminali mesenchimali adulte, prelevate da midollo osseo, ottenuta mediante sperimentazione clinica su umano.
La Clinica Odontoiatrica dell’Università Milano-Bicocca, diretta dal Prof. Baldoni, è impegnata da anni nella realizzazione di protocolli di ricerca sperimentali nei diversi ambiti dell’odontoiatria.
Nel 2002 è stato presentato il protocollo di sperimentazione clinica sull’uomo, primo in Italia, che prevede l’innesto di cellule staminali adulte nelle ossa mascellari per rigenerare il tessuto osseo perduto, in particolare per la terapia della malattia parodontale, un tempo chiamata piorrea. Si tratta di una patologia che presenta un’alta incidenza nella popolazione adulta e anziana e degli alti costi sociali; essa, infatti, determina la distruzione dei tessuti di supporto dei denti (in particolar modo l’osso) e la necessità, quindi, di ricorrere a riabilitazioni protesiche. Grazie all’innesto delle cellule staminali si ottiene una rigenerazione ossea maggiore rispetto alle tecniche rigenerative tradizionali e i risultati preliminari hanno mostrato la non tossicità del materiale innestato. Utilizzando questa metodica si garantisce al paziente una minore invasività e una guarigione migliore in tempi più rapidi. Diventa così possibile riabilitare più velocemente la funzionalità masticatoria e orale e trattare con maggior sicurezza i casi complessi.
premio sapio per la ricerca italiana
Finalità del Premio Sapio è quello di divulgare il lavoro dei ricercatori che operano in Italia e di accelerare i processi di sviluppo nel nostro Paese investendo sul capitale immateriale e moltiplicando i risultati ottenuti da chi fa ricerca.
Il Premio Sapio per la Ricerca Italiana nasce nel 1999 dall’impegno e dalla determinazione di prestigiose Università, di numerosi Centri di Ricerca e del Gruppo Sapio, con l’obiettivo di dare impulso alla Ricerca scientifica in Italia, offrendo a ricercatori e docenti l’opportunità di avere una vetrina per far conoscere gli studi sviluppati su applicazioni innovative, dai potenziali effetti benefici per la società civile.
Dal 1999 a oggi, il valore e l’importanza del Premio sono andati crescendo. L’iniziativa ha ottenuto, solo per citare un esempio,per il suo valore i Riconoscimenti della Presidenza della Repubblica e della Camera dei deputati.
Oltre un decennio di grandi risultati, in cui il Premio Sapio ha fatto un’azione di divulgazione scientifica, allargando contenuti di spessore e valore eccezionali, dalla nicchia della comunità degli studiosi al grande pubblico, grazie all’attenzione dei media, grazie al coinvolgimento degli atenei universitari e delle industrie, degli enti pubblici, grazie a tutti coloro che possono aiutare la Ricerca e che con il Premio Sapio sono stati motivati a farlo.
