In dieci anni le denunce di errori medici sono aumentate del 184 per cento, passando da 3.150 nel ’94 a 7.800 nel 2002. Quelle a carico di Aziende sanitarie locali e ospedali hanno invece segnato un aumento più moderato, ma che si aggira comunque intorno al 31 per cento, da 5.100 del ’94 sono arrivate a 6.700 del 2002. La situazione è emersa dal Convegno ‘La responsabilità professionale del medico’, promosso dall’Ospedale ‘Sacro Cuore-Don Calabria’, che si è tenuto a Verona. In più in Europa a guidare la lista dei più preoccupati (68 per cento dei cittadini) c’è proprio l’Italia, con uno dei più bassi livelli di fiducia nei confronti dei professionisti della sanità.
Secondo le stime di alcune compagnie assicurative in Italia ogni anno su otto milioni di ricoveri in strutture pubbliche circa 320mila pazienti (il 4 per cento) denunciano danni (dei quali un quarto dovuti a colpa professionale accertata) e le richieste di risarcimento sono circa 150mila, di cui 12mila pendenti davanti ai giudici. Questa situazione porta inevitabilmente a rivolgere l’attenzione verso gli altissimi costi sociali, che si riferiscono non solo agli oneri economici sul Servizio Sanitario nazionale, ma anche all’aggravio di lavoro per gli organi giudiziari già impegnati in una mole considerevole di processi. È stato calcolato che ogni denuncia costa al Servizio Sanitario Nazionale circa 26.750 Euro.

